Coppa Italia, la vedova Raciti: “Una vergogna”. Renzi la chiama

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Maggio 2014 16:12 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2014 18:35
Coppa Italia, la vedova Raciti: "Una vergogna e lo Stato ha perso"

Coppa Italia, la vedova Raciti: “Una vergogna e lo Stato ha perso”

CATANIA – “E’ una vergogna”: lo stadio “in mano a dei violenti” e lo “Stato che non reagisce, impotente e quindi ha perso”. E’ ancora “sconvolta” e stanca per “non avere potuto dormire” Marisa Grasso, la vedova dell’ispettore capo Filippo Raciti, morto il 2 febbraio del 2007 nello stadio di Catania. Sabato sera, quando ha visto la maglietta del capo ultras Genny detto a’ Carogna, con la scritta “Speziale libero”, si è sentita umiliata. Antonino Speziale sta scontando una condanna definitiva a 8 anni di reclusione per l’omicidio di suo marito.

Mi sono sentita umiliata perché è stata offesa la memoria di mio marito: è stata indossata una maglietta che inneggia all’assassino di un poliziotto. Tutti hanno visto la prepotenza di questa persona, ma poi che è successo? Io ho pieno diritto, adesso, di avere risposte dalle Istituzioni”

La vedova Raciti si è sentita anche abbandonata dalle istituzioni:

”Da ieri sera mi hanno telefonato in tanti per esprimere solidarietà, quando in tv hanno visto un ultrà con quella maglia che offendeva la memoria di mio marito. Per prima una famiglia di tifosi della Fiorentina. In tanti, ma le istituzioni, lo Stato, no…”.

E’ amara Marisa Grasso, vedova dell’ispettore Raciti, ai microfoni di Rai1 intervistata da Donatella Scarnati.

”Nei giorni scorsi il premier Renzi ha aggiunto – ha condiviso una banana con un giocatore del Barcellona: ora cosa condivide con me? Io non ho tanto, forse solo un mazzo di fiori per mio marito”.

“Lo Stato –  sottolinea la vedova dell’ispettore capo Raciti – ieri era presente allo stadio nelle massime espressioni, e che ha fatto?. Lo Stato deve essere forte e non debole e ieri c’è stata l’espressione evidente della sua impotenza. Non c’è stato un altro caso Racitima c’erano i presupposti affinché questo accadesse, perché la violenza c’è stata e io, dopo avere seppellito mio marito, che ha lasciato una moglie e due figli, non voglio vedere altri servitori dello Stato cadere vittima della violenza. E’ ora che qualcuno ponga fine a tutto questo, ma non a parole…”.

Ma le sue parole non sono rimaste inascoltate. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, le ha subito telefonato per esprimerle “vicinanza e solidarietà personale e dello Stato”. La vedova ha detto: “Ora mi sento meno sola”. Successivamente, la signora Grasso ha detto di aver ricevuto le telefonate di vicinanza anche di Alfano, del presidente del Senato, Pietro Grasso, e del capo della polizia, Alessandro Pansa.