Cori razzisti, Boateng: “Lo rifarei in qualsiasi gara”

Pubblicato il 4 Gennaio 2013 22:55 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2013 0:18
Cori razzisti, Boateng: "Lo rifarei in qualsiasi gara"

Pro Patria-Milan sospesa per cori razzisti. Boateng: “Lascerei di nuovo il campo in qualsiasi gara”

MILANO – “Non importa che partita sia, amichevole, internazionale, o con la nazionale, ma se fatti come quelli di ieri si ripeteranno, io lascerò ancora il campo“: parola di Kevin Prince Boateng, che in un’intervista alla CNN ribadisce la sua indignazione contro i cori razzisti che giovedì hanno fatto saltare l’amichevole Pro Patria-Milan. “L’arbitro mi diceva di non preoccuparmi, ma c’era da preoccuparsi. Ero arrabbiato ma anche triste, come possono accadere ancora certe cose?”

Boateng si dice pronto a ripetere il gesto di protesta compiuto giovedì a Busto Arsizio. Per il calciatore ghanese davanti a certi episodi non è il caso di far finta di nulla. ”Non dovremmo dire che non abbiamo sentito nulla, non dovremmo andare a casa e far finta di niente. Dobbiamo fermarci e aprire gli occhi: era razzismo al 100% – dice riferendosi all’episodio di Busto Arsizio- e non c’entrava niente con il calcio. Non c’entrava nulla con la partita, con la rivalità tra le squadre. Ecco perché ho agito in quel modo”.

La palla, dice Boateng, ora passa alle istituzioni calcistiche. ”C’è tanta gente, ad esempio alla Fifa, che può fare qualcosa: dovrebbero svegliarsi e agire. In caso di razzismo, certe persone dovrebbero essere bandite per sempre dagli stadi. Non dovrebbero metterci più piede, questa potrebbe essere la prima misura da adottare. Dobbiamo aprire occhi e orecchie, vedere e ascoltare tutto. E bisogna reagire. Io -chiarisce- amo il calcio così tanto che non lo abbandonerei per colpa di qualche stupido”.

Sulla vicenda interviene anche Silvio Berlusconi che, in una nota, fa sapere di aver chiamato Boateng: ”Mi sono congratulato con lui per la sua reazione contro il deprecabile episodio di razzismo”. E ha spiegato di aver ”molto apprezzato il comportamento del mio Milan in questo caso e le dichiarazioni rese dai calciatori, dall’allenatore Allegri e da mia figlia Barbara”.

”Questi episodi incivili, questi fischi e questi cori denigratori – sottolinea il Cavaliere – si ripetono ormai con eccessiva frequenza e offendono il calcio e lo sport intero. Anche perché di tali gesti odiosi soffrono, oltre agli atleti, le società e la stragrande maggioranza dei tifosi. Assicuro che in tutte le partite, anche internazionali, ove si verificassero episodi di questo genere, il Milan lascerà il campo’‘.

Intanto la società lombarda conferma l’invito ai tifosi neri in tribuna d’onore, per inviare un segnale significativo dopo l’episodio. La Pro Patria, inoltre, con ogni probabilità si costituirà parte civile con il Comune nel procedimento avviato dalla procura di Busto Arsizio. E negli spogliatoi, tra i giocatori circola l’idea di scendere in campo con il volto dipinto di nero nella prossima partita.