Coronavirus, due calciatori del Cosenza hanno rifiutato la convocazione?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Marzo 2020 11:53 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2020 11:53
Coronavirus, Ansa

Coronavirus, due calciatori del Cosenza hanno rifiutato la convocazione? (foto Ansa)

ROMA – Due calciatori del Cosenza, Cosenza Tommaso D’Orazio e Mirko Bruccini, per paura dell’emergenza coronavirus, hanno rifiutato la convocazione in vista della partita di questa sera, lunedì 9 marzo, a Verona contro il Chievo. Almeno questa è una prima ricostruzione di FanPage e ilMeridio.it.

Le notizie, al momento, sono ancora frammentarie e poco chiare. Ora non resta che aspettare le prossime ore per capire cosa succederà questa sera.

Coronavirus, Marcello Lippi: “In Cina hanno giustiziato chi è scappato, in Italia si va a sciare”

“In Cina hanno giustiziato chi è scappato, in Italia si va a sciare”. 

Marcello Lippi, che in Cina ha lavorato per il Guangzhou Evergrande dal 2012 al 2015 e per lo staff tecnico della Nazionale Cinese dal 2016 al 2019, ospite di 90 minuto, spiega:

Coronavirus? Mi hanno detto che stanno migliorando molto le cose. In Cina ci sono stati numeri eccezionali, ma l’hanno affrontata con tanta decisione e severità. Per esempio qui in Italia ho sentito dire che una persona contagiata era scappata dalla zona rossa per andare a sciare e poi si è fatta male e l’hanno curata. Laggiù invece chi è scappato dalle zone rosse l’hanno giustiziato”. E poi ha aggiunto: “Sono molto più severi nel far rispettare le leggi. Hanno dei medici e degli scienziati importanti e stanno pian piano trovando la maniera di uscirne. Mi hanno detto che stanno migliorando le cose, che stanno aumentando tantissimo i guariti e credo che riprenderanno il campionato a metà aprile”.

“Stop al campionato? È arrivato il momento di prendere delle decisioni. Come persona che ha lavorato tanti anni del calcio posso dire che per un calciatore è difficile non abbracciarsi dopo aver segnato un gol, soprattutto in una partita importante per la salvezza o per un altro obbiettivo. È quasi impossibile, chiunque ha fatto sport lo può immaginare. Siamo arrivati a dei livelli in cui bisogna prendere delle decisioni. Io penso che si fermerà il campionato perché se arriviamo a un livello di 1000-1500 contagiati al giorno vuol dire che bisogna fermarsi, ma deve fermarsi tutto. Vuol dire che i calciatori non si devono più allenare, visto stanno insieme tutto il giorno ed è facile contagiarsi. Bisogna fermare il calcio e poi deve fermarsi tutto il resto. È arrivato il momento di fare qualcosa di importante”.

Fonte: FanPage.