Lokomotiv Plovdiv vince la Coppa di Bulgaria e festeggia con i tifosi: 60 contagiati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Luglio 2020 14:25 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2020 14:25
Coronavirus e Bulgaria, foto d'archivio Ansa

Lokomotiv Plovdiv vince la Coppa di Bulgaria e festeggia con i tifosi: 60 contagiati (foto Ansa)

A Plovvdiv, in Bulgaria, squadra, il Lokomotiv Plovdiv e tifosi festeggiano insieme la vittoria della coppa nazionale. Risultato? 60 positivi al coronavirus.

Coronavirus e… Bulgaria. Dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari il Lokomotiv Plovdiv, ha battuto ai rigori (5-3) il CSKA Sofia scatenando l’euforia e l’entusiasmo dei suoi tifosi.

Evidentemente troppa euforia e troppo entusiasmo.

Squadra, dirigenti e tifosi, infatti, hanno festeggiato insieme tutta la notte.

Il risultato? Almeno 60 persone sono risultate positive al coronavirus.

Nove i calciatori positivi.

Alla fine il governo ha dovuto chiudere l’intera area.

I dati del contagio registrati nelle ultime ore hanno costretto, infetti, il Ministero degli Interni della Bulgaria a prendere provvedimenti, limitando al massimo ogni potenziale evento di massa a Plovdiv e dintorni. (Fonte: gianlucadimarzio.com).

Covid-19, oltre 12 milioni di contagi nel mondo

Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato i 12 milioni, secondo il bilancio, continuamente aggiornato, della Johns Hopkins University.

Poco dopo l’ultimo aggiornamento dei casi in corso, con 55 mila nuovi contagi negli Stati Uniti, il totale mondiale è salito a 12.007.327. Di questi, 548.799 hanno avuto un esito fatale.

I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 55.000.

3.051.427 i contagi e 132.195 morti.

Balzo dei casi di coronavirus a Tulsa, la città dell’Oklahoma dove Donald Trump ha tenuto un comizio lo scorso 20 giugno.

La contea di Tulsa ha registrato 206 nuovi casi di coronavirus martedì e 261, un record, lunedì.

“Negli ultimi due giorni abbiamo avuto quasi 500 casi e sappiamo che ci sono stati diversi grandi eventi poco più di due settimane fa”, afferma Bruce Dart, il direttore del Dipartimento della Salute di Tulsa.

Dart non ha fatto esplicito riferimento al comizio di Trump ma ha spiegato che si tratta solo di “fare due più due” fra l’aumento dei casi e i grandi eventi delle scorse settimane, quali il comizio di Trump.

Il coronavirus probabilmente si diffondeva ampiamente negli Stati Uniti già a febbraio: il virus potrebbe essere stato importato dalla Cina e da altri Paesi, ma una volta entrato nel territorio americano gran parte della sua diffusione è avvenuta tra Stato e Stato.

E’ quanto emerge da un modello statistico realizzato da ricercatori della Northeastern University di Boston, secondo quanto riporta la Cnn. (Fonte: Ansa).