Coronavirus, Ludogorets arrivato a Milano con la mascherina FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Febbraio 2020 18:27 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2020 18:27
Coronavirus, Ludogorets arrivato a Milano con la mascherina FOTO

Coronavirus, Ludogorets arrivato a Milano con la mascherina FOTO dal profilo Twitter ufficiale del club bulgaro

MILANO – I calciatori del Ludogorets sono atterrati a Milano già muniti di mascherina. Il club bulgaro avrebbe voluto giocare questa partita in un’altra Nazione, in campo neutro, ma alla fine ha dovuto accettare la decisione della Uefa di giocarla comunque a Milano anche se a porte chiuse.

Insomma, le rimostranze da parte del club bulgaro sono state accolte solamente in parte. Ricordiamo che l’Inter giocherà a porte chiuse anche il big match del prossimo weekend contro la Juventus. 

Coronavirus, Inter-Ludogorets: partita surreale tra le porte chiuse e la paura dei bulgari. 

 L’Inter torna a giocare. Lo farà tra le mura amiche di San Siro, ma in un clima surreale, nel silenzio di uno stadio vuoto dove le urla di Antonio Conte da bordo campo arriveranno chiare e precise ai giocatori, nell’eco di un impianto capace di ospitare 75 mila tifosi, ma stranamente deserto.

Quella di giovedì contro il Ludogorets, per i sedicesimi di ritorno di Europa League, sarà la prima partita a porte chiuse in Italia in seguito all’emergenza del coronavirus che ha colpito parte dell’Italia. Uno stadio che in questa stagione può vantare una presenza media di 65.800 spettatori tra campionato e coppe, sarà off limits per i tifosi e probabilmente anche i giornalisti.

La visione della partita sarà disponibile su TV8 come da programma e i nerazzurri cercheranno di strappare il pass per gli ottavi senza la carica del popolo interista che verrà comunque rimborsato dal club con il riaccredito dei biglietti acquistati.

L’Europa League è una pratica da archiviare senza troppi patemi, perché la testa dei nerazzurri corre già alla sfida di domenica, decisiva per lo scudetto, contro la Juve allo Stadium. In campo giovedì ci sarà ancora Padelli. Handanovic sta recuperando dall’infortunio alla mano e dovrebbe tornare a disposizione proprio per il derby d’Italia.

Nei prossimi giorni il capitano farà nuovi controlli e in caso di risposte positive potrebbe tornare ad allenarsi con la squadra già venerdì. Lavora per rientrare anche Esposito che oggi ha svolto parte dell’allenamento in gruppo. Come all’andata, Conte darà spazio alle riserve forte anche del 2-0 in favore dell’Inter della scorsa settimana.

In attacco, probabilmente, spazio a Sanchez con uno tra Lautaro Martinez e Lukaku. L’Inter si allena in un clima sereno alla Pinetina, tra sorrisi ed esercizi, come testimoniano anche le fotografie pubblicate da Godin. “Settimana importante – ha scritto il difensore – continuiamo a preparare la partita di Europa League”.

Le restrizioni e gli stravolgimenti organizzativi per l’emergenza coronavirus non sembrano aver cambiato il morale della squadra che affronterà anche la Juventus con lo Stadium a porte chiuse. E’ il calcio che si adegua alle disposizioni del Governo.

Due settimane stravolte, dalla sospensione del match con la Sampdoria, alla chiusura dello stadio per l’Europa League. Secondo le disposizioni e i limiti disposti dall’emergenza, non dovrebbe essere consentito neanche ai giornalisti e agli operatori dell’informazione di accedere allo stadio.

Anche le conferenze stampa della vigilia dovrebbero essere annullate. I tifosi, a malincuore, si allineano alle disposizioni del governo. L’Inter rimborserà tutti i biglietti e ha già reso note le modalità di riaccredito con una nota sul proprio sito. Mentre dalla Bulgaria c’è apprensione da parte dei sostenitori del Ludogorets, preoccupati per la salute dei giocatori.

Sulla pagina Facebook del club c’è chi chiede alla società di andare in quarantena una volta tornati, chi critica la Uefa per non aver scelto di far disputare la partita in un campo neutro, chi afferma sia meglio non andare a Milano.

“Non è rischioso mandare i giocatori lì? Non è un normale virus”, scrive Kiril Penev e un altro tifoso aggiunge: “Al diavolo la partita, per me è importante che i ragazzi si proteggano dal virus”. E’ la paura del contagio che non risparmia neppure il calcio a Milano (fonte Ansa).