Coronavirus in Serie A, Lukaku: “Per fermare il campionato è stato necessario che fosse positivo una della Juve”

di FIlippo Limoncelli
Pubblicato il 3 Aprile 2020 12:54 | Ultimo aggiornamento: 3 Aprile 2020 12:54
Coronavirus in Serie A, Lukaku: "Per fermare il campionato è stato necessario che fosse positivo una della Juve"

Coronavirus in Serie A, Lukaku: “Per fermare il campionato è stato necessario che fosse positivo una della Juve” (foto ANSA)

ROMA – Il campionato italiano di calcio è stato fermato lo scorso 9 marzo, due giorni prima che venisse trovato positivo Daniele Rugani, il difensore della Juventus, primo calciatore della Serie A contagiato 72 ore dopo la partita contro l’Inter, l’ultima prima della sosta forzata.

Tempistiche che però non sono piaciute a Romelu Lukaku. L’attaccante dell’Inter, tornato da qualche giorno in Belgio dopo aver affrontato la prima parte della quarantena in Italia, non si è risparmiato un’uscita destinata a far discutere.

“È stato necessario che fosse positivo un giocatore della Juve per mettere tutti in quarantena? Non è normale. Perché dobbiamo giocare se nel mondo c’è gente che rischia la vita?” ha detto Lukaku durante una diretta Instagram organizzata dalla Puma, il suo sponsor tecnico.

Lukaku ha poi rivelato di sentire la mancanza del calcio e degli allenamenti: “Il calcio mi manca, però adesso l’importante è la salute della gente. Tutto il resto è secondario. Ciò che mi manca di più è il ritmo gara, la competizione con l’avversario, lo stadio pieno, l’affetto del pubblico. Sto sfruttando questo momento per analizzare le mie ultime prestazioni, anzi, più in generale tutto quello che ho fatto negli ultimi sei mesi. Si può sempre migliorare nel calcio”.

Il numero 9 nerazzurro ha anche parlato del proprio stile di gioco: “Io vivo per fare gol, ma devo essere sempre pronto ad aiutare i miei compagni. Le statistiche personali hanno poca importanza. Negli ultimi metri bisogna essere dinamici, attaccare lo spazio con i tempi giusti”.

Infine ha svelato i suoi idoli di quando era un bambino: “Ho amato Adriano, che con la maglia dell’Inter ha fatto grandi cose. I miei primi ricordi legati al calcio internazionale risalgono alla Coppa del mondo 1998: tempi in cui Ronaldo il Fenomeno dimostrava di avere una classe superiore. Poi è andato al Real Madrid”. (fonte INSTAGRAM)