Coronavirus, il ministro Spadafora gela Lotito: “Serie A e allenamenti non riprenderanno il 3 maggio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Marzo 2020 13:51 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2020 13:54
Coronavirus, il ministro Spadafora gela Lotito: "Serie A e allenamenti non riprenderanno il 3 maggio"

Coronavirus, il ministro Spadafora gela Lotito: “Serie A e allenamenti non riprenderanno il 3 maggio” (foto Ansa)

ROMA – Serie A e allenamenti non riprenderanno il 3 maggio, come proposto da Claudio Lotito e dalla sua “squadra” composta, tra gli altri, anche da Aurelio De Laurentiis. 

Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha dato ragione a Juventus e Inter, che hanno lasciato partire i loro calciatori all’estero non aspettandosi una ripresa celere dell’attività agonistica, e all’associazione dei medici sportivi. 

Le dichiarazioni di Spadafora sono riportate da corrieredellosport.it.

“Il calcio non ricomincerà il 3 maggio. Le squadre di Serie A hanno già sbagliato quando era il momento di fermarsi.

Devono capire che nulla sarà più come prima. Pensavo ai nostri ragazzi abituati a stringersi, abbracciarsi, passarsi la bottiglietta d’acqua: tutto questo mancherà per molto tempo.

Riprendere le partite il 3 maggio è irrealistico – ha detto in un’intervista a Repubblica -. Domani proporrò di prorogare per tutto aprile il blocco delle competizioni sportive di ogni ordine e grado.

Ed estenderò la misura agli allenamenti, sui quali non eravamo intervenuti perché c’era ancora la possibilità si tenessero le Olimpiadi.

Lo sport non è solo il calcio e il calcio non è solo la Serie A. Destinerò un piano straordinario di 400 milioni allo sport di base, alle associazioni dilettantistiche sui territori, a un tessuto che sono certo sarà uno dei motori della rinascita.

Dal calcio di Serie A invece mi aspetto che le richieste siano accompagnate da una seria volontà di cambiamento: le grandi società vivono in una bolla, al di sopra delle loro possibilità, a partire dagli stipendi milionari dei calciatori.

Devono capire che niente dopo questa crisi potrà più essere come prima”.