Cristiano Ronaldo, un cyborg dal cervello prensile: perché vede di più, capisce prima, si coordina meglio

di Dini Casali
Pubblicato il 14 marzo 2019 11:48 | Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2019 12:33
Cristiano Ronaldo, un cyborg dal cervello prensile: perché vede di più, capisce prima, si coordina meglio

Cristiano Ronaldo, un cyborg dal cervello prensile: perché vede di più, capisce prima, si coordina meglio

ROMA – Non sembra nemmeno umano, piuttosto assomiglia a un cyborg programmato per gli appuntamenti decisivi, una macchina di muscoli, nervi e neuroni targata CR7: il Cristiano Ronaldo che da solo ha distrutto la resistenza dell’Atletico Madrid in Champions League – spiegano neuroscienziati e esperti di neurobiologia applicata allo sport – ha il cervello prensile.

Intendiamoci: corre, salta, calcia con velocità e abilità di gran lunga superiori alla media, ma tutti questi skills non bastano a spiegare l’eccezionale controllo di sé che gli consente una visione panoramica più ampia, reazioni a stimoli e situazioni più pronte, giocate decise con più anticipo e precisione.

Sandro Modeo sul Corriere della Sera ha fatto un elenco delle straordinarie competenze intellettuali del fuoriclasse portoghese in azione – proprio così, si chiama intelligenza neuro-cinestetica – spiegando l’origine biologica della prensilità nel funzionamento del suo cervello: “controllo emotivo, velocità di percezione, continuità di allerta, ampiezza della visione, empatia anticipatoria verso i difensori”.

Ronaldo è freddo anche quando la pressione sale, controlla le emozioni meglio per esempio di un Neymar o un Suarez (lo dimostra uno studio dell’Università di Lovanio). La impressionante frequenza dei movimenti oculari gli garantisce di percepire cosa accade nell’ambiente circostante (posizione degli avversari, della porta, dei compagni smarcati) prima dei comuni mortali: vede prima l’azione, come un Xavi Hernandez o un Totti, poi però rispetto a loro parte a mille all’ora. 

Quanto all’inafferabilità, molto dipende dai neuroni-specchio con i quali percepiamo i comportamenti dell’altro copiandoli: un sistema empatico che CR7 ha elevato a forma d’arte e che gli permette di conoscere in anticipo le intenzioni dell’avversario. A metà tra Terminator e Predator, Ronaldo muove occhi e testa come una lucertola, “colonizza” il cervello dell’avversario, è dotato di una soglia dei livelli di attenzione/concentrazione fissata su su dove gli altri nemmeno sognano di arrivare: come quando stacca imperioso per prendersi il pallone in cielo.

(fonte Corriere della Sera)