Cristiano Ronaldo prova a patteggiare 30 mln di multa col Fisco spagnolo per evitare il carcere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 maggio 2018 14:38 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2018 14:38
Cristiano Ronaldo prova a patteggiare 30 mln di multa col Fisco spagnolo per evitare il carcere

Cristiano Ronaldo prova a patteggiare 30 mln di multa col Fisco spagnolo per evitare il carcere

ROMA – Un patteggiamento da 30 milioni col fisco e la Procura spagnole per chiudere il contenzioso ed evitare guai peggiori (il carcere), con l’intenzione di arrivare a un’intesa prima dell’inizio dei Mondiali. Sarebbe questa, secondo quanto scrive oggi ‘El Confidencial’, la via d’uscita che Cristiano Ronaldo sta cercando con l’Agenzia delle Entrate per chiudere il procedimento che lo vede imputato in diversi procedimenti penali e amministrativi per evasione fiscale.Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. Scaricatela qui

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Secondo quanto scrive la testata spagnola, l’asso del Real Madrid sarebbe disposto a dichiararsi colpevole per quattro dei reati contestati, pagando la somma frodata (14,7 milioni per i proventi dei diritti di immagine tra il 2011 e il 2014) e la salatissima multa in cambio di una pena inferiore ai due anni che, essendo incensurato, gli eviterebbe la detenzione.

La decisione di adire al patteggiamento sarebbe stata presa il 23 marzo, scrive ‘El Confidencial’, quando i testimoni chiave di Ronaldo, accusati anch’essi dall’Agenzia delle Entrate, avrebbero di fatto ammesso il reato fiscale nell’uso di società offshore che il portoghese aveva creato per gestire i suoi diritti di immagine. A quel punto, non c’erano alternative e sarebbe stato meglio raggiungere un accordo per evitare il processo, con CR7 che avrebbe rischiato fino a 10 anni di carcere (l’ex madridista Xabi Alonso, sotto inchiesta per una cifra più contenuta, ne rischia otto).

La difesa ha cercato in primo luogo di escludere dalle accuse l’esercizio fiscale 2014, il più corposo (l’accusa è di aver frodato quell’anno 8,5 milioni contro il 6,3 tra gli anni 2011, 2012 e 2013). Secondo ‘El Confidencial’, al momento il Tesoro accetterebbe di derubricare gran parte della quota defraudata in quell’anno (circa 7 milioni) in reato amministrativo, abbattendo così il totale della cifra ritenuta evasa.