Mondiali: Cristiano Ronaldo frustrato, sputa alla telecamera e critica il suo ct

Pubblicato il 30 Giugno 2010 21:27 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2010 21:27

Il Portogallo lascia il mondiale sudafricano e non solo lo fa perdendo contro la Spagna, rivale geografica, ma lo fa con le polemiche legate al suo calciatore simbolo, il campione Cristiano Ronaldo. Prima lo sputo a una telecamera al termine della sfida persa contro la Spagna, poi le accuse rivolte al ct portoghese.

Cristiano Ronaldo lascia così il Mondiale nella bufera. Il “gestaccio” nel dopo-partita e le sue affermazioni non sono piaciute per nulla a mister Queiroz. «Chiedete a lui i motivi della sconfitta» aveva dichiarato l’attaccante lusitano, riferendosi al tecnico.

Successivamente, il giocatore ha fatto una parziale retromarcia sostenendo in un comunicato di essere «distrutto» e che la colpa della sconfitta non è solo del ct ma di tutto il gruppo. Parole che, a quanto pare, non sono bastate a Queiroz. «Se devo passare tutta la vita a insegnare alle persone come contenere le proprie frustrazioni, lo farò – ha affermato – Ronaldo? Non lo ignoreremo, non siamo qui per essere amici dei giocatori, non bisogna permettere che qualcuno si metta al di sopra degli interessi della Nazionale».

Queiroz ha poi spiegato che il Portogallo «ha bisogno di Ronaldo e Ronaldo ha bisogno del Portogallo» ma, conclude, «se questa maglia è troppo stretta per qualcuno, non è necessario indossarla…».

In questa diatriba tutta lusitana si inserisce anche un altro portoghese celebre, José Mourinho. «Cristiano adesso deve pensare alle vacanze, deve stare tranquillo – afferma il tecnico del Real Madrid -. La prossima stagione non permetterò che abbia su di lui la responsabilità della squadra».

Luis Figo è invece di diverso avviso. «La mia idea di capitano può essere diversa da quella di altre persone – sostiene l’ex giocatore dell’Inter – Ma secondo me un capitano, al di là del successo o del fallimento, deve sempre difendere il gruppo. Nei momenti difficili deve metterci la faccia per il gruppo».