Cristiano Ronaldo dovrà smettere di giocare? Danno già c’è: CR7 azienda vale meno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 ottobre 2018 9:11 | Ultimo aggiornamento: 11 ottobre 2018 10:48
Cristiano Ronaldo cosa rischia in caso di condanna? In galera in Europa no ma...

Cristiano Ronaldo cosa rischia in caso di condanna? In galera in Europa no ma… (Ansa)

ROMA – Cristiano Ronaldo dovrà smettere di giocare? Sugli smartphone gira un video: Ronaldo che saltella in tondo come fa dopo un gol e che atterra in…una cella. No, con tutta probabilità non finirà così. Processo e condanna per Cristiano Ronaldo sono improbabili, decisamente improbabili. E quando anche vi fosse processo, quando anche vi fosse condanna, praticamente escluso possa esservi detenzione.

Però Cristiano Ronaldo non è solo un calciatore, dei migliori al mondo. E’ di più di un calciatore. E’ un’azienda. E l’azienda CR7 è già entrata in sofferenza per il solo e semplice dubbio di…immagine. Essere accostati in tempi di Mee Too anche solo ad ipotesi di atti di violenza contro una o più donne è cosa che costa. Il dubbio di immagine non conosce processi, assoluzioni, condanne. Non funziona così. Funziona altrimenti: il dubbio di immagine quando si stampa diventa indelebile.

Ci sono attori del cinema che erano grandissimi prima del dubbio di immagine. E che hanno smesso, hanno dovuto smettere di fare il loro lavoro. Prima ancora di un processo o condanna o assoluzione. hanno dovuto smettere perché la loro presenza, il loro nome erano considerati e stimati anti economici. Chi paga e distribuisce film ha valutato fosse diventato cattivo affare fare film ad esempio con Kevin Spacey.

Con Ronaldo non siamo certo a questo punto, anzi se ne è abbastanza lontani. Però Nike super sponsor di Ronaldo (praticamente sponsorizzazione a vita) è inquieta e nervosa sul suo investimento. E il danno complessivo a CR/ azienda già c’è: vale di meno. L’azienda CR7 vale di meno economicamente. Non il calciatore che come giocatore vale la stessa fortuna che valeva prima, resta macchina da gol. Ma il giocatore macchina da soldi vale di meno.

Nei  bar, nei social: cosa rischia davvero Cristiano Ronaldo in caso di condanna per violenza sessuale ai danni Kathryn Mayorga? Può finire veramente in prigione? Ognuno dice la sua, spesso opinione infarcita di tifo pro o contro.

Tutto dipende dall’inchiesta della polizia di Las Vegas. Se Cristiano Ronaldo venisse considerato colpevole di violenza sessuale potrebbe rischiare anche una condanna a pena detentiva. E’ una eventualità difficile ma comunque contemplata dalla legge. In caso di condanna, Cristiano Ronaldo sarebbe costretto a restare lontano dagli Usa, di fatto a non metterci piede.

Danno relativo quanto alla libertà del giocatore, non è un danno non poter giocare a calcio negli Usa. Ma danno tremendo in termini di immagine e quindi di soldi. Un Cristiano Ronaldo nella condizione di Roman Polanski metterebbe in forte imbarazzo i suoi sponsor, tutti i suoi sponsor. 

Se Cristiano Ronaldo venisse processato e assolto dall’accusa di stupro, si risolverebbe tutto in una bolla di sapone? A quel punto Kathryn Mayorga potrebbe avere grossi problemi perché gli avvocati del fenomeno portoghese le chiederebbero un risarcimento enorme per diffamazione del loro assistito. Ma un processo, anche se finisce con assoluzione, è comunque un danno di immagine.

L’accusa di stupro, anche se tutta da provare, mette a rischio alcune sponsorizzazioni del portoghese che portano nelle tasche di Cristiano Ronaldo una ingente somma di denaro. Il caso più eclatante è la Nike. Cristiano Ronaldo è l’unico sportivo, insieme a Michael Jordan e LeBron James, ad avere un contratto a vita con l’azienda americana dal valore complessivo di un miliardo di euro.  Cristiano Ronaldo è un’ azienda e ha scelto la Juventus e l’Italia per ragioni tecniche ma anche economiche (100mila euro di tasse da noi per 54 milioni di guadagni all’estero).

In caso di condanna, Cristiano Ronaldo dovrebbe rinunciare a giocare negli Stati Uniti. Cosa che gli frutterebbe molti meno soldi da uomo Nike. 

La Juventus, ha ingaggiato il portoghese per vincere, dopo anni di tentativi a vuoto, la Champions League ma anche perché era consapevole del giro di soldi che avrebbe smosso un fuoriclasse di questa caratura. Per farla breve, la Juventus ha già incassato più di 10 milioni di euro dalle magliette di Cristiano Ronaldo: sono state vendute più di 520mila magliette dell’asso portoghese.

Si parte dalla denuncia della Mayorga

La polizia di Las Vegas ha iniziato le sue indagini dalla denuncia del 13 giugno 2009 dove la Mayorga denunciava una violenza sessuale ai suoi danni, senza fare il nome di Cristiano Ronaldo, e dal certificato medico e dai vestiti presentati come prove dall’ex modella nel tentativo di dimostrare uno stupro ai suoi danni. Stando a quanto dichiarato dal legale della Mayorga, la polizia di Las Vegas avrebbe smarrito queste prove ma i poliziotti hanno smentito questa accusa. A questo punto gli inquirenti cercheranno di ricostruire la vicenda e ascolteranno le versioni della Mayorga e di Cristiano Ronaldo per decidere se rinviare a giudizio il calciatore o meno. 

Che peso ha l’accordo extragiudiziale?

Cristiano Ronaldo e la Mayorga hanno firmato nel 2009 un accordo extragiudiziale attraverso il quale l’ex modella ha intascato 375mila dollari per rinunciare alla denuncia nei confronti di Cristiano Ronaldo. Infatti, come scritto sopra, nella denuncia del 2009 la Mayorga non aveva menzionato il nome di Cr7. Questo precedente potrebbe sfavorire Cristiano Ronaldo, se il pagamento viene considerato una ammissione di colpa, o la Mayorga, che si rifiutò di denunciarlo alla polizia per mirare al massimo risarcimento economico possibile.  

Nelle ultime ore la stampa portoghese, e in particolare Correio da Manhã, ha scritto che sarebbe stato il Real Madrid a suggerire a Cristiano Ronaldo di pagare la donna per scongiurare un danno di immagine. Per il giornale lusitano, l’attaccante affermando la sua innocenza, sarebbe stato contrario a corrispondere alla modella i 375mila dollari previsti dal patto di riservatezza.

Sono questi gli elementi di una storia che, partita nell’incredulità quasi generale, va di giorno in giorno irrobustendosi di particolari e cresce di volume. Di certo qualcosa è successo quella notte di nove anni fa a Las Vegas. Qualcosa che ha dato origine ad un accordo extra giudiziale, cioè ad un pagamento alla donna perché ci mettesse una pietra sopra. Pagamento non vuol dire, non voleva dire allora ammissione di colpa. Lo consigliavano gli avvocati perché appariva buon affare e buon prezzo cedere anche a millantate violenze. Cedere, pagare e farla finita. Colpevoli o innocenti che si fosse. Pagare era allora guadagnarci perché finiva lì.

Ma non erano i tempi di Mee Too. Oggi aver pagato appare ammissione di colpa. Di colpa grave che non si estingue con un risarcimento patteggiato. E’ possibile che la donna che oggi accusa Ronaldo voglia semplicemente di più di quanto ebbe anni fa. E che quindi mai si arrivi a processo. E che qualora processo vi sia, sarà parola contro parola perché prove…nove anni dopo?

Ma avvocati annunciano altre donne, altri sospetti si annunciano e si addensano. Cristiano Ronaldo giocatore è invulnerabile. CR7 azienda è già colpita e rischia altri colpi. Chi va in campo? Se è il giocatore e basta, allora Ronaldo giocherà fino a che vuole. Se in campo va invece anche CR7 azienda, allora qualche possibilità che debba smettere prima c’è.