Champions League: Cristiano Ronaldo espulsione e lacrime ma la Juve domina a Valencia, Roma umiliata a Madrid

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2018 23:36 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2018 23:37
Champions League: Cristiano Ronaldo espulsione e lacrime ma la Juve domina a Valencia, Roma umiliata a Madrid

Champions League: Cristiano Ronaldo espulsione e lacrime ma la Juve domina a Valencia, Roma umiliata a Madrid
ANSA/JUAN CARLOS CARDENAS

ROMA – E’ successo praticamente di tutto nella serata Champions delle italiane. La Juventus è stata protagonista di una prova di forza perché ha vinto per 2-0 a Valencia in inferiorità numerica. Dopo appena 29 minuti di gioco, Cristiano Ronaldo è stato espulso tra lo stupore generale per un lieve tocco ai danni dell’ex Inter Murillo. Questo episodio negativo ha caricato la Juventus che è passata a Valencia grazie alla doppietta su rigore di Pjanic. Roma non pervenuta a Madrid. I giallorossi sono stati dominati dal primo all’ultimo minuto e sono crollati per 3-0. Gol di Isco nel primo tempo e di Bale e Mariano nella ripresa.

Cristiano Ronaldo rosso e lacrime, Pjanic decisivo a Valencia

Era arrivato per far fare il salto di qualita’ alla Juve in Champions, e invece ha cominciato la sua avventura bianconera in Europa con la prima espulsione della sua lunga e gloriosa carriera nella coppa più preziosa. Ma se Cristiano Ronaldo ha lasciato la Juve in 10 dopo mezzora e Khedira era andato fuori per infortunio muscolare qualche minuto prima, la squadra di Allegri torna comunque da Valencia con un 2-0 preziosissimo.

I bianconeri sono partiti comunque benissimo in Champions, grazie a due perfetti rigori di Pjanic in una manciata di minuti, tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo. Il doppio handicap non ha scosso i bianconeri: clamoroso l’imprevisto legato a CR7, cacciato probabilmente con eccesso di severità dall’arbitro tedesco Brych, mal consigliato da uno dei due assistenti, Marco Fritz, che ha visto un colpo proibito di Cristiano Ronaldo durante una lite con Murillo nell’area valenciana.

Rosso diretto, dopo il consulto tra Brych e Fritz, anche se nelle immagini tv, dopo un precedente corpo a corpo tra i due, si vede solo una tiratina di capelli di Ronaldo al difensore colombiano ex Inter mentre si rialza. Quella Champions che talvolta sa essere “strana” come l’ha definita ieri Allegri, era iniziata quindi per la Juventus con una primizia: CR7 non era mai stato espulso prima nelle 153 partite giocate in Champions con le maglie del Manchester United e Real Madrid.

Prima incredulo e poi con le lacrime agli occhi perché si è sentito vittima di un’ingiustizia, il fuoriclasse portoghese ha dovuto lasciare il campo, lui che sognava un’altra serata da primattore dopo la doppietta in campionato contro il Sassuolo. La Juventus ha messo le cose a posto, anche se è rimasta un’ora in dieci e senza il suo uomo di maggior prestigio. Non solo è riuscita a resistere a un Valencia comunque abbastanza modesto, ma a mettere sotto il Valencia.

Non più il dominio di quando c’era Ronaldo, e Bernardeschi in forma scintillante poteva scatenarsi, ma sempre un controllo totale della partita. Al 17′ Khedira aveva sbagliato una facilissima palla-gol calciando sulla traversa un appoggio di Bernardeschi. Al 45′ Cancelo, dopo aver svirgolato la palla, si è visto la scarpa Parejo in faccia: calcio di rigore, segnato da Pjanic.

Lo stesso bosniaco si è ripetuto dagli undici metri al 6′ della ripresa: stesso angolo, alla sinistra di Neto, ex secondo di Buffon alla Juve, dopo l’abbraccio in area di Murillo a Bonucci. Il Valencia ha combinato poco per riaprire la partita, un tiro dalla distanza di Soler, spedito in angolo da Szczesny e il rigore al sesto minuto di recupero, concesso da Brych per il braccio troppo alto di Rugani su Gabriel, ma parato dal portiere polacco a Parejo.

Si salva solamente Olsen, Roma crolla a Madrid

Olsen para tanto, la Roma crolla in casa di un Real che va a spasso per il Bernabeu e ne fa 3. E’ tutta qui la brutta serata dalle squadra di Di Francesco, in balia delle proprie inconsistenze, piu’ che di un avversario che pure si conferma fortissimo anche senza Cristiano Ronaldo. La sconfitta contro la favorit per il successo finale forse non peserà sulla corsa alla qualificazione, tanto piu’ che Pilsen e Cska Mosca nell’altra partita hanno pareggiato 2-2; ma pesa sul morale di una formazione giu’ di corda fisicamente e molla nell’approccio a qualsiasi avversario, che sia il Chievo o i campioni d’Europa.

La Roma conferma che i problemi emersi nelle prime partite di campionato sono più gravi del previsto e di non facile risoluzione, uscendo dal Bernabeu con una sconfitta sul groppone. Contro il Real Madrid non è una disfatta, ma un ko netto, un tracollo mai messo in discussione dall’inerzia della partita e dai limiti della squadra giallorossa, acuito dalla scelta quantomeno cervellotica di Di Francesco, che decide di gettare nella mischia fin dall’inizio il giovane Zaniolo, ancora nell’attesa dell’esordio in Serie A.

Non poteva essere questa dell’esordio in Champions la sfida della riscossa giallorossa, ma si attendevano certi segnali che, invece, non sono arrivati. La Roma ha confermato di essere una squadra poco coesa, nella quale – oltre a certe motivazioni – manca un tema tattico concreto ed efficace. L’arbitro Kuipers non fa in tempo a togliersi il fischietto dalla bocca che il Real Madrid prende in mano il comando delle operazioni con manovre avvolgenti che creano non pochi grattacapi al dispositivo difensivo della Roma. Il fiume ‘blanco’ è travolgente: se la squadra di Lopetegui non amasse troppo specchiarsi sarebbero guai seri per la Roma, che resta a guardare.

Dopo soli 4′ si intuisce il tema della partita: perchè Toni Kroos illumina il Santiago Bernabeu con un’apertura delle sue, con il pallone che finisce sui piedi di Bale: controllo e tiro del gallese sono da manuale, ma il pallone finisce di pochi centimetri a lato. Passano altri 4′ e questa volta è Modric a disegnare una parabola per Isco, che conclude a botta sicura, ma Olsen ci mette una mano. Il Real sale di tono e Marcelo comincia a carburare sulla fascia di appartenenza. Carvajal dalla parte opposta mette in difficoltà Kolarov, che non ancora quello della passata stagione.

De Rossi chiude su Bale al 19′, poi Kroos spara in tribuna. La Roma non riesce a ripartire e il giovane Zaniolo si fa apprezzare solo per una ripartenza chiusa da Carvajal. I giallorossi barcollano, si ha l’impressione che il gol del Real sia solo una questione di tempo, forse minuti. La Roma si fa vedere alla mezz’ora, conclusione di Nzonzi troppo debole per impensierire keylor Navas. Al 33′ Fazio manda alto di testa, dopo che Sergio Ramos aveva chiuso su El Shaarawy. Olsen sale in cattedra al 38′, per sventare un traversone di Marcelo, poco dopo ribatte su Isco, mas capitola al 45′ su una punizione concessa per un fallo di de Rossi su Isco: lo stesso fantasista trasforma la successiva punizione, lasciando di sale Olsen e facendo arrabbiare Di Francesco per il salto molle della barriera.

Nella ripresa la Roma parte bene e al 4′ Under costringe Navas a un intervento acrobatico, il Real risponde con Bale che, al 5′ colpisce la traversa. La Roma prova a crederci, ma si scopre e il Real approfitta con Modric che al 13′ lancia in campo aperto Bale; il gallese vola sulla sinistra e incrocia un rasoterra che supera Olsen, per il 2-0. La reazione della Roma è in un fendente si sinistro di Kolarov che Navas mette in angolo.

Il Real limita i rischi e, se non fosse per Olsen, potrebbe anche arrivare al poker; la Roma, invece, non trova la forza di colpire. Entra Schick e sale subito alla ribalta per una conclusione sbilenca da ottima posizione. E’ l’emblema di una serata da dimenticare in fretta. Nel recupero il Real cala il tris con Mariano Diaz, che s’inventa un gran gol.