Cori razzisti, la Curva Nord della Lazio chiusa un turno con la condizionale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 aprile 2019 18:43 | Ultimo aggiornamento: 29 aprile 2019 18:44
Cori razzisti, la Curva Nord della Lazio chiusa un turno con la condizionale

Cori razzisti, la Curva Nord della Lazio chiusa un turno con la condizionale. Foto ANSA/ETTORE FERRARI

ROMA – Un turno con la curva Nord della Lazio senza tifosi, ma la pena è sospesa con la condizionale. E’ questa la decisione del giudice sportivo della Lega di Serie A dopo i cori “di discriminazione razziale” da parte della curva occupata dai sostenitori laziali, all’indirizzo dei milanisti Kessiè e Bakayoko, durante la semifinale di ritorno della coppa Italia fra il Milan e la Lazio.

Milan-Lazio, rossoneri inviano a Coni, Figc e Lega Calcio video con 32 cori razzisti dei tifosi laziali. 

Il Milan ha mandato ai presidenti di Coni, Figc e Lega Calcio un video nel quale si contano 32 cori razzisti da parte di un gruppo di tifosi laziali durante la partita Milan-Lazio della scorsa settimana. Lo ha detto il presidente del club rossonero Paolo Scaroni intervenuto al programma ‘Radio anch’io sport’. “Probabilmente non sono stati così vistosi da essere sentiti da tanti, perchè i laziali erano pochi e i tifosi milanisti sono sempre rumorosi. Però l’episodio se si voleva, lo si poteva andare a vedere”.

Cori razzisti, Diaconale: “Noi siamo parte lesa, i danni di queste minoranze ricadono sulla società”.

“La Lazio prende le distanze da queste manifestazioni che non c’entrano niente nello sport e che invece rientrano in una logica politica. Non bisogna mescolare i due piani, altrimenti si fa quello che stanno facendo alcuni media: non è vero che i laziali sono nostalgici fascisti. Fare tutta di tutta l’erba un fascio, è mentalità fascista”.

Lo dice all’Ansa il portavoce del club, Arturo Diaconale, che sui buu razzisti aggiunge che “se ci sono stati, sono stati sopravanzati dal resto del pubblico e l’arbitro non ha sentito nulla”. “Noi siamo parte lesa, i danni di queste minoranze ricadono sulla società e sui tifosi”, prosegue il portavoce laziale, sottolineando che “la stragrande maggioranza dei tifosi laziali non accetta questi episodi”.
Fonte: Ansa.