Il fallimento di Dahlia Tv è un affare per Mediaset

Pubblicato il 28 Febbraio 2011 16:07 | Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2011 16:07

ROMA – L’avventura di Dahlia tv si è conclusa con un comunicato laconico agli abbonati: fallimento. Il “terzo polo” del calcio ha fallito, stretto tra Sky e Mediaset e proprio il Biscione sembra colui che maggiormente trarrà vantaggio dalla caduta di Dahlia.

La piattaforma aveva iniziato la sua avventura con Telecom Italia Media, che nel 2008 cede Dahlia a un gruppo svedese, Airplus tv. Per 30 milioni di euro acquista i diritti tv per due anni di 8 squadre di serie A e della serie B, competendo sul digitale terrestre direttamente con Mediaset Premium.

Ma gli affari non vanno bene, come spiega il Fatto Quotidiano: “Airplus pagava 24 milioni di euro per l’affitto delle frequenze di Telecom Italia Media Broadcasting, un canone così pesante che la società Dahlia Italia presto accoglie direttamente Telecom nel capitale (con il dieci per cento) e quindi nel consiglio di amministrazione. In minoranza c’è la società di produzione Made, l’azienda di Filippo Chiusano che forniva a Dahlia i contenuti per il palinsesto calcistico, diviso quasi equamente con le pellicole e i rulli porno: programmi, commenti, dirette”.

Telecom ha di recente sborsato 90 milioni di euro per evitare il fallimento, che però è stato inevitabile. Risultato: niente partite (e altro) per 600mila abbonati e 150 giornalisti in cassintegrazione. Ora tutti i diritti tornano alla Lega Calcio, e presumibilmente sarà Mediaset ad assorbire, a prezzi di saldo, anche la serie B.

Più complicata la situazione per la serie A: Telecom Italia dovrebbe però tenere gli spazi lasciati liberi da Dahlia. L’amministratore delegato di Telecom Italia Media, Giovanni Stella, in tempi ancora non sospetti aveva detto: “Saremo in grado di rimpiazzarli trovando altri clienti”.