Danilo Gallinari, campione dell’Nba con l’amore per l’Olimpia Milano tatuato sulla pelle

Pubblicato il 30 Settembre 2010 8:43 | Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2010 8:43

Danilo Gallinari ha l’Olimpia sulla pelle. E non è uno scherzo, come rivela il campione italiano dei Knicks in un’intervista esclusiva al mensile Men’s Health, in edicola questa settimana.

«Il tatuaggio l’ho fatto d’impulso l’estate in cui stavo per trasferirmi a New York – racconta Gallinari – Volevo partire con il marchio dell’Olimpia sulla pelle». Sul fianco sinistro del giocatore, infatti, campeggia “Fiero il Guerriero”, storico simbolo della squadra.

Gallinari tornerà presto in Italia con i suoi compagni dell’Nba, i New York Knicks, per giocare proprio contro l’Olimpia Armani Jeans Milano, la squadra che lo ha lanciato ai massimi livelli del basket mondiale. L’appuntamento per la grande sfida è domenica 3 ottobre al Mediolanum Forum di Assago.

Gallinari confessa, inoltre, che Milano rappresenta molto più di un bel ricordo: «Non so quando, ma sono sicuro che indosserò ancora la maglia biancorossa dell’Olimpia» dichiara convinto.

Oggi il giocatore è una delle stelle della squadra di New York, ammirato persino da Spike Lee e Bill Clinton. Il suo segreto, come spiega a Men’s Health, è il rapporto con i genitori: «Mio padre e mia madre si sono alternati a New York per starmi vicino, pur lavorando entrambi in Italia e dovendo anche seguire il mio fratellino che va a scuola».

Dell’America, Gallinari cambierebbe una cosa sola: il tifo. «Rimpiango il clima di certi palazzetti europei – racconta – Mi piacerebbe portare un po’ di appassionati americani a Belgrado per una partita tra il Partizan e i russi del Cska Mosca, giusto per fargli capire cosa significa fare davvero il tifo».

Riguardo al basket di casa nostra, che non sta attraversando un momento felice, il campione prova a fornire la sua ricetta contro la crisi: «Per riprendersi occorrono regole che consentano ai giovani italiani di giocare in serie A e al contempo giocatori che si facciano ‘un mazzo tanto’ per riportare in alto la nostra Nazionale».

Gallinari, infine, manda un messaggio chiaro ai giovani di talento: «Sento di ragazzi che si accontentano già a 14-15 anni: roba da prenderli a schiaffi…».