Davide Astori, una anomalia genetica la causa della morte? I cardiologi spiegano perché può accadere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 marzo 2018 9:02 | Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2018 9:02
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Davide Astori, una anomalia genetica la causa della morte? I cardiologi spiegano perché può accadere

ROMA – Davide Astori è stato trovato morto nella sua stanza d’albergo a soli 31 anni. Il decesso è avvenuto nella notte tra il 3 e il 4 marzo, probabilmente per cause naturali. A far riflettere è il fatto che il calciatore avesse superato con successo i controlli medici avvenuti solamente qualche giorno prima.

Possibile che la morte non potesse essere prevista o, meglio, evitata? Diversi cardiologi si sono espressi in merito esponendo vari aspetti della vicenda ma concordando sullo stesso fatto: alcuni decessi purtroppo sono del tutto imprevedibili.

Il professor Antonio Rebuzzi, direttore della Cardiologia Intensiva del Policlinico Gemelli di Roma, in un intervento a Sky Sport, ha affermato che “le cause di una morte improvvisa possono essere molte. Esistono miocardiopatie che si vedono, poi ci sono le canalopatie che non sempre si possono vedere, a meno che non ci sia una familiarità. L’infarto, pur essendo raro, è un’eventualità che può succedere”.

“L’arresto cardiaco di una persona così giovane – spiega al Corriere la professoressa Silvia Priori, professore ordinario di Cardiologia dell’Università di Pavia e Direttore Scientifico degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri – può essere provocato da malattie ereditarie (genetiche) causate da difetti del DNA che generano malattie del muscolo cardiaco (come la cardiomiopatia ipertrofica, la cardiomiopatia dilatativa e la cardiopatia artimogena) oppure da mutazioni del DNA che alterano le proteine che controllano il ritmo cardiaco, causando malattie in cui il cuore è predisposto ad avere aritmie gravi (sindrome del QT Lungo, Sindrome di Brugada o CPVT)”.

Discorso molto simile da parte del professor Antonio Crea, direttore del Dipartimento di Scienze cardiovascolari della medesima struttura: “La messa a fuoco del cuore degli atleti è di alto profilo, basata sull’ elettrocardiogramma, sull’ ecocardiogramma, sull’ esame obiettivo accurato. Diciamo che in Italia una causa prevedibile di morte improvvisa è estremamente difficile che possa succedere. Però ci sono delle cause che non sono assolutamente prevedibili come l’infarto: una coronaria può essere sostanzialmente normale anche alla coronarografia e dopo qualche minuto si forma un coagulo”, ha spiegato all’ Adnkronos.

“Altro motivo di morte può essere una miocardite, un’infiammazione del cuore che alle volte purtroppo esordisce con la morte improvvisa”, ha aggiunto lo stesso professor Crea. Certamente la presenza capillare dei defibrillatori sarebbe un aiuto concreto alla causa ma, conclude Crea, “presumere di poter prevenire tutte le morti improvvise è ipocrita e improponibile”.

Il Procuratore capo di Udine ha presunto che a causare la morte sia stato, per la precisione, un arresto cardiocircolatorio dovuto a cause naturali. È stata disposta l’autopsia per averne conferma.

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