Davide Astori, due medici indagati per omicidio colposo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Dicembre 2018 13:40 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2018 13:44
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Davide Astori, due medici indagati per omicidio colposo

FIRENZE – La procura di Firenze ha emesso due avvisi di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del capitano della Fiorentina Davide Astori, nei riguardi di due medici che risultano indagati per il reato di omicidio colposo.

Secondo quanto appreso, si tratterebbe di due professionisti che lavorano in strutture pubbliche incaricate di certificare l’idoneità sportiva, una con sede a Firenze e l’altra con sede a Cagliari.

Davide Astori, la cardiomiopatia negli esami per l’idoneità sportiva

L’inchiesta aperta dalla Procura di Firenze sulla morte improvvisa del capitano della Fiorentina scomparso il 4 marzo a Udine, potrebbe arrivare nei prossimi giorni a una svolta. Lo scrive La Nazione: il quotidiano fiorentino riporta infatti la notizia che gli elettrocardiogrammi effettuati dal giocatore viola al centro di Medicina dello sport del policlinico di Careggi “avevano messo in evidenza la presenza di extrasistole ventricolari nel corso delle prove da sforzo cui il calciatore era stato sottoposto nel luglio del 2016 e nello stesso mese dell’anno successivo per ottenere il certificato di idoneità sportiva”.

Il che evidenzia, come sostiene La Nazione, che “era stata sottolineata un’extrasistolia a due morfologie, un indizio che la centralina elettrica del cuore non funzionava come avrebbe dovuto”.

Ma, allora, il capitano viola doveva essere fermato? E’ proprio questa la domanda a cui risponde la perizia affidata dalla Procura di Firenze al professor Domenico Corrado dell’Università di Padova, consegnata da oltre un mese al procuratore capo Giuseppe Creazzo. In base a ciò che era emerso negli elettrocardiogrammi sotto sforzo, Astori “avrebbe dovuto essere sottoposto – si chiede il quotidiano fiorentino – a indagini più accurate (come un holter cardiaco e una risonanza magnetica) per scongiurare la presenza di patologie cardiache potenzialmente pericolose?” 

In sostanza, Astori soffriva “di una forma iniziale di cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, come è stato evidenziato nella perizia consegnata alla procura di Udine dai luminari Gaetano Thiene: una forma di cardiomiopatia, detta anche displasia aritmogena del ventricolo destro, che uccide progressivamente le cellule del miocardio, sostituendole con cellule di grasso e fibrose che possono ostacolare il funzionamento elettrico del cuore, scatenando pericolosi cortocircuiti, potenzialmente mortali. Una patologia – continua La Nazione – estremamente subdola che, nelle fasi iniziali, si manifesta con pochi sintomi e che, successivamente, può trarre in inganno gli specialisti persino in sede autoptica: il cuore apparentemente sembra normale. Ma la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro è particolarmente suscettibile ai grandi sforzi: aumenta il rischio di morte improvvisa di 6/7 volte ed è la prima causa di morte improvvisa negli atleti”.