Davide Astori morto, medico Nazionale: “In Italia controlli top ma rischio resta”

Pubblicato il 4 marzo 2018 17:23 | Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2018 17:24
Davide Astori morto, medico Nazionale: "In Italia controlli top ma rischio resta"

Davide Astori morto, medico Nazionale: “In Italia controlli top ma rischio resta” ANSA/MAURIZIO DEGL ‘ INNOCENTI

ROMA – I controlli sugli atleti professionisti possono abbassare di gran lunga i rischi di morte improvvisa, ma non è possibile evitare del tutto le possibilità di decessi per patologie cardiache. A fare un quadro di come funzionano in Italia i controlli per chi fa sport ad alto livello è il professor Carlo Tranquilli, specialista in medicina dello sport e a lungo medico della nazionale di calcio under 21 a proposito della tragica morte del capitano della Fiorentina Davide Astori.

‘Purtroppo non c’e’ niente di nuovo – fa notare Tranquilli – con i controlli si abbassa di molto il rischio di morte improvvisa ma non la si può evitare al 100%”. In Italia, dove vige un obbligo di legge che impone una opportuna schedatura sanitaria per i professionisti dello sport, i controlli sono molto più estesi rispetto agli altri paesi. ”Nel nostro Paese si fanno più controlli e come noi sono pochi nel mondo – sottolinea Tranquilli – Con lo screening che facciamo noi e i controlli pre-gara per gli atleti professionisti si possono abbassare i rischi di morte improvvisa dell’89%. E comunque, più in generale anche con un semplice elettrocardiogramma ben letto dal medico si possono abbassare di molto i rischi. Ma purtroppo – prosegue lo specialista in medicina sportiva – ci sono patologie che sfuggono.

Negli sportivi under 35 possono capitare patologie nascoste come le cardiomiopatie ipertrofiche o una displasia aritmogena. Questo tipo di patologie si possono sospettare ma è difficile scoprirle. Ci sono poi – aggiunge Tranquilli, tre Olimpiadi nel curriculum, e in passato medico sociale e federale presso varie federazioni sportive nazionali per le quali ha svolto, cosi’ come per il Coni, consulenza scientifica – patologie intercorrenti legate a malattie infettive che possono portare ad una miocardite.

In Italia gli atleti professionisti sono obbligati a fare almeno ogni sei mesi controlli (prove da sforzo e numerose analisi) ma resta il rischio di morte improvvisa che come le statistiche mostrano si può verificare su un atleta per ogni 100.000 sotto i 35 anni”. ”Io ho conosciuto Astori anche se non era un mio paziente e – ricorda infine Tranquilli – Ricordo che era un ragazzo di una serietà estrema”.