De Laurentiis confessa: “Sarri mi ferì quando disse che con il nuovo contratto si voleva arricchire”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 giugno 2018 9:30 | Ultimo aggiornamento: 2 giugno 2018 9:30
De Laurentiis confessa: "Sarri mi ferì quando disse che con il nuovo contratto si voleva arricchire" (foto Ansa)

De Laurentiis confessa: “Sarri mi ferì quando disse che con il nuovo contratto si voleva arricchire” (foto Ansa)

ROMA – Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play], intervistato dal Corriere dello Sport, confessa alcuni retroscena dietro la rottura con Sarri:

“Non è vero che non ci prendevamo, io sono sempre stato molto educato con lui, l’ho sempre supportato. Ma a un certo punto se tu hai un contratto con me per altri due anni e cominci a seminare pubblicamente dei dubbi, dubbi del tipo “non so se rimango”, “non so se la società ce la farà a trattenere i migliori”, “nella vita meglio finire quando le storie sono belle”, invii dei chiari segnali di insofferenza e sfiducia, disattendi i tuoi obblighi contrattuali e mi procuri dei possibili danni”.

Di che genere?
«Non ragioni più da società, pensi solo alla tua immagine».

Beh, anche lei non gli ha risparmiato pesanti critiche pubbliche. Dopo Madrid, ad esempio. E anche di recente.
«Ci arriviamo, ci arriviamo. Prima di tutto io non avevo l’obbligo di rinegoziare un contratto già negoziato. Tuttavia, da gennaio, e per più volte, l’ho fatto. A quanto eravamo arrivati?» chiede ad Andrea Chiavelli. «Partendo dall’incontro di Figline a gennaio? A fine marzo, a tre e mezzo netti con la Champions e due e mezzo con l’Europa League», risponde il suo braccio destro. «Più bonus». «Maurizio non mi ha mai risposto» prosegue De Laurentiis. «Se tu mi chiudi la porta in faccia, io educatamente mi trattengo per non disturbare il tuo lavoro, ma fino a un certo punto, oltre il quale ho il diritto, anzi il dovere di salvaguardare la società cominciando a guardarmi attorno».

Quando, precisamente? In che mese ha avvicinato Ancelotti?
«Contrattuale o approccio?»

Approccio.
«Con Ancelotti ci sentiamo da anni. Un giorno mi chiese Koulibaly, gli dissi chemi avrebbe fatto piacere dargli una mano ma che la priorità era il bene del Napoli. Anche Conte, che incontrai in vacanza alle Maldive, insistette a più riprese per il nostro centrale. Che da qui non si muove. Madrid, dicevi?»

Madrid.
«A Madrid me la presi con la squadra, salvai solo Insigne, se non sbaglio. Non è così, Andrea?»