De Rossi contro i poliziotti: divisa l’opinione pubblica

Pubblicato il 28 maggio 2010 10:46 | Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2010 10:47

Le dichiarazioni del centrocampista della Nazionale Daniele De Rossi hanno diviso l’opinione pubblica:

“Sono contrario alla tessera del tifoso come a ogni altra forma di schedatura”. E poi, visti i recenti fatti, forse bisognerebbe istituire la tessera del poliziotto”.

Immediata reazione da parte di Roberto Maroni: “Non condivido quanto detto da De Rossi sulla tessera del tifoso – afferma il ministro dell’Interno – De Rossi non è uno qualunque, è un giocatore importante, che andrà a rappresentare l’Italia ai Mondiali, insomma uno che ha un certo seguito”.

Maroni sottolinea di essersi “speso per lanciare un messaggio positivo” sulla tessera del tifoso e invece De Rossi ne ha lanciato uno contrario. “Anche di questo – aggiunge il ministro – ho parlato col capo della polizia, perché è una situazione che mi sta molto a cuore e quindi cerco di capire”.

Già il capo della polizia. Antonio Manganelli: “Sono letteralmente indignato – dichiara il capo dello polizia – e non certo perché ci sia qualcuno che non condivide una certa iniziativa, esprimendo un più che legittimo dissenso”.

“Quello che mi indigna – prosegue il prefetto – è la volgare strumentalizzazione di un occasionale episodio, certamente riprovevole, oggi al vaglio della magistratura, che mette sullo stesso piano delinquenti violenti e poliziotti che darebbero anche la vita per difendere tutti”.

“Perfino persone – conclude Manganelli – che fanno dichiarazioni del genere”.

Da qui le “forzate” scuse di De Rossi: “Mi rendo conto di aver usato un’espressione infelice e me ne scuso – dice il calciatore all’Ansa – le generalizzazioni sono sempre sbagliate.

Non volevo mettere in discussione il ruolo delle Forze dell’Ordine – aggiunge il centrocampista azzurro – e ho grande rispetto per l’impegno di tanti agenti e di tanti poliziotti che ogni domenica lavorano per garantire la sicurezza nel calcio”.

Il centrocampista della Roma rimane uno dei pochi giocatori non da “zero a zero”. Quando parla lo fa sempre senza peli sulla lingua e questo non può che essere un bene.