Demme, un Diego a Napoli dopo 29 anni: l’ultimo era stato Maradona…

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 11 Gennaio 2020 18:51 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2020 18:51
Demme, un Diego a Napoli dopo 29 anni: l'ultimo era stato Maradona...

Da Maradona a Demme, un altro Diego a Napoli (foto Ansa)

NAPOLI – Il Napoli ha ufficializzato l’acquisto di Diego Demme dal Lipsia per circa 12 milioni di euro.
    La firma del contratto del calciatore tedesco è stata ufficializzata dal presidente azzurro De Laurentiis con il tradizionale post su Twitter: “Benvenuto, Diego”.
    Demme ha firmato un contratto quinquennale da circa due milioni a stagione.

Era 29 anni che il Napoli non aveva in rosa un calciatore di nome Diego, l’ultimo era stato Maradona. Demme e Maradona sono due calciatori molto diversi ma hanno in comune in nome e non solo… Demme  è stato chiamato Diego proprio in onore di Diego Armando Maradona. 

Questo perché il papà di Demme, un calabrese che si è trasferito in Germania per motivi di lavoro, è da sempre un grandissimo tifoso del Napoli. Ai tempi di Maradona, seguiva molte partite della società campana proprio dagli spalti dello stadio San Paolo di Napoli. 

Quindi per Demme senior, vedere il figlio con la maglia del Napoli è la realizzazione di un sogno che aveva nel cassetto. Demme è nato e cresciuto in Germania e grazie alle ottime prestazioni con la maglia del Lipsia ha anche fatto il suo esordio in Nazionale. 

Il centrocampista tedesco era nel mirino sia del Napoli che della Fiorentina ma alla fine ha scelto i campani perché sono la squadra del cuore del papà e perché il suo idolo è stato sempre Rino Gattuso, attuale allenatore della squadra del patron Aurelio  De Laurentiis. Una favola a lieto fine. 

Prima di Lazio-Napoli, il ds Giuntoli ha parlato del suo acquisto ai microfoni di Sky Sport: “È un calciatore che dà ordine al centrocampo, ha tempi, siamo molto vicini, riempiremo due caselle molto importanti per Gattuso.

È difficile spiegare la nostra crisi in due minuti, stiamo venendo da una situazione un po’ particolare, di difficoltà, negli ultimi anni non eravamo abituati. Però già nell’ultima partita, nonostante la sconfitta ho visto un grande miglioramento della squadra, grande intensità, siamo molto fiduciosi” (fonti Ansa e Sky Sport).