Mondiali. Flop Brasile, 0-0 con il Messico. Vince il Belgio, Russia pareggia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2014 2:43 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2014 2:51
Brasile-Messico, Ochoa migliore in campo

Brasile-Messico, Ochoa migliore in campo

RIO DE JANEIRO, BRASILE – Mondiali 2014, fase a gironi. Il Belgio ha vinto in rimonta per 2-1 contro l’Algeria. Stecca il Brasile che non va oltre allo 0-0 contro il Messico. Pareggio anche per la Russia di Capello contro la Corea del Sud (1-1).

RUSSIA-COREA SUD 1-1, gol: Lee Keun-Ho 68′, Kerzhakov 74′

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Esordio poco propizio, condito da un solo punto, per Fabio Capello (e Christian Panucci), che si ripresenta in una fase finale dei Mondiali di calcio sulla panchina della Russia, dopo l’esperienza di quattro anni fa in Sudafrica, alla guida dell’Inghilterra.

Il ct di origini friulane, contro una delle due squadre materasso – almeno sulla carta – del Gruppo H (l’altra sarebbe l’Algeria, ieri sconfitta dal Belgio), riesce solo a ottenere un pareggio, dopo avere rischiato addirittura di perdere.

Una paperona del portiere Akinfeev, che in più d’una circostanza era apparso come ipnotizzato dalle parabole degli asiatici, ha infatti letteralmente regalato – su un tiro con scarse pretese di Lee – il vantaggio agli avversari, che pure avevano leggermente giocato meglio dei russi fino a quel momento. Capello ha visto la disfatta in faccia e ha inserito in campo Kershakov che, sia pure un po’ casualmente, ha trovato il pari (girato da distanza ravvicinata, dopo una mischia) ed evitato ai ‘suoi’ una sconfitta dai contorni tragicomici.

In ogni caso, Capello immaginava una partenza di ben altro tenore, contro una Corea del Sud magari dotata di sano dinamismo, ma piuttosto povera di cifra tecnica, o comunque in questo inferiore alla Russia. La partita di Cuiabà si apre con una fuga di Son che all’11’ tenta la conclusione da fuori, ma il pallone sorvola la traversa.

Al 20′ Faizulin serve in area Samedov che incrocia sul secondo palo, ma il giocatore della Lokomitv Mosca in scivolata non trova la porta degli asiatici. Poco dopo la mezz’ora sinistro di Koo da 20 metri che colpisce Ignashevich, il pallone sfiora il palo a portiere battuto, facendo rabbrividire Capello. E’ un presagio di quanto accadrà nella ripresa e dei rischi che presenta la sfida.

La ripresa viene inaugurata da un colpo di testa di Berezoutski, piazzato sul primo palo, con il pallone che finisce di un soffio fuori. Al 5′ Koo chiama in causa Akinfeev, la cui respinta è difettosa e costringe Kombarov a rifugiarsi in angolo.

Al 12′ Akinfeev regala un altro brivido su punizione dalla lunga distanza di Kim, che alla fine riesce ad addomesticare in due tempi. E’ il preludio al gol della Corea del Sud che, però, non sa corservare il vantaggio, facendosi raggiungere dagli avversari. Il Mondiale comincia in salita per la Russia targa Capello.

BRASILE-MESSICO 0-0

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Per il Brasile non sarà un Mondiale in discesa. A confermare le difficoltà già emerse nel match inaugurale contro la Croazia, e risolte con la collaborazione dell’arbitro Nishimura, è stata la sfida di oggi contro il Messico, che recrimina sul risultato finale di 0-0 anche se, allo stesso tempo, deve ringraziare il suo portiere Ochoa, autore di quattro interventi decisivi.

Stavolta per la Selecao non ci sono stati sconti, e il discorso riguarda anche la direzione di gara, assolutamente imparziale da parte del turco Cakir, che semmai ha tutelato gli ospiti, non tirando fuori il cartellino giallo in un paio d’occasioni nel primo tempo. Ma non ha nemmeno abboccato all’amo di Marcelo che, vista la mala parata e il risultato senza reti, si è buttato a terra in area a due minuti dalla fine con l’unico risultato dell’invito a rialzarsi.

Insomma è un Brasile che per ora non sembra all’altezza di altre rivali viste all’opera finora, come la Germania di ieri, e che tiene botta e sarà pericoloso da qui alla fine principalmente per il fattore campo, anche se Scolari è sempre pronto ad inventarne una delle sue. Ma in avanti Fred si batte però non incide, e tutto dipende troppo dal talento e dall’ispirazione di Neymar. E se il n.10 non è al meglio come oggi, di gol non se ne vedono, a meno di prodezze individuali al momento improbabili, se è vero che anche Oscar ha vissuto una giornata nera. Non bene anche Bernard e Jo, mandati in campo nella ripresa, il primo al posto dell’inesistente Ramires (sostituto di giornata di Hulk) e l’altro di Fred.

Il quadro non è rassicurante ma c’è il tempo di migliorare, e poi, come ha detto subito dopo la fine Scolari bisogna anche riconoscere i meriti degli avversari. Sul campo di Fortaleza si è visto un Messico molto ben organizzato tatticamente, chiuso ma sempre pronto a ripartire con dei rapidi contrattacchi e pericoloso nelle conclusioni da lontano di Herrera e Vazquez, che per due volte a testa hanno sfiorato i pali della porta difesa da Julio Cesar, decisivo anche nei secondo finali con una respinta a terra su tiro del subentrato Jimenez. Dall’altra parte Ochoa, eroe della giornata, di gol ne ha evitati quattro:

il primo intervento decisivo lo ha compiuto nel primo tempo su colpo di testa di Neymar, il secondo su conclusione ravvicinata di Paulinho, unici lampi di un Brasile che nel primo tempo non ha quasi mai sfondato il muro avversario.

Nella ripresa invece Ochoa ha salvato i suoi prima respingendo con il corpo un tiro di Neymar e poi intervenendo con un riflesso miracoloso sul colpo di testa a botta sicura di Thiago Silva. Così, a forza di miracoli del portiere messicano, a milioni di brasiliani l’urlo di gioia è rimasto in gola.

Ma non può essere questa di oggi la Selecao che deve vincere il Mondiale, ci vuole ben altro, più classe e un’incisività maggiore. E ci vorrebbe magari anche che Ronaldo Fenomeno giocasse ancora, invece di fare da ‘spalla’ al telecronista della Globo.

BELGIO-ALGERIA 2-1, gol: (Rigore) Feghouli 24′, Fellaini 71′ e Mertens 80′ 

La Bella Addormentata si nasconde per un’ora, poi si sveglia e ribalta l’esito dell’esordio mondiale che sembrava compromesso.

Il Belgio fa rischiare infatti l’infarto ai suoi tifosi: l’Algeria va in vantaggio a Belo Horizonte con un rigore sacrosanto che Feghouli trasforma con classe e destrezza e sogna di ripetere l’avvio del 1982, quando supero’ incredibilmente 2-1 la Germania.

Poi, vista la mala parata, il ct Wilmots opera la rivoluzione inserendo Mertens, Origi e soprattutto Fellaini e alla distanza il Belgio conferma di poter essere la sorpresa del mondiale.

Prima Fellaini di testa, poi Mertens con un gran tiro su imbeccata di Hazard ribaltano la gara e conquistano tre punti fondamentali per il prosieguo del torneo.

L’Algeria si arrende e per gli europei e’ una lezione che puo’ essere salutare. Troppo bloccata la squadra, inutili due esterni difensivi che non sanno avanzare. E soprattutto tattica suicida lasciare fuori due fior di giocatori come Fellaini e Mertens. Il bosniaco Halilhodzic da’ una severa lezione a Wilmots per un’ora, poi la qualita’ dei belgi esplode e la partita ha l’esito previsto. Accanto ai subentranti Hazard fa vedere momenti di grande calcio, Witsel tiene la barra dritta e cerca di colpire dalla distanza, ma la difesa convince poco, male Dembele, Chadli e soprattutto Lukaku.

L’Algeria brilla col talento Feghouli e col capitano Bougherra mentre gli italiani Ghoulam e Taider dopo un’ottima gara calano quando il Belgio cambia passo. Ottima la direzione di polso del messicano Rodriguez. L’attesissimo squadrone belga comincia contratto, indolente e impaurito il debutto mondiale contro la tutt’altro che mediocre formazione algerina. Hazard viene circondato da 3-4 avversari e per osservare un tiro in porta bisogna aspettare il 20′, un tiro da trenta metri di Witsel che il portiere respinge.

Ma al primo contropiede manovrato l’Algeria fa male: il napoletano Ghoulam si invola bene sulla sinistra e poi crossa lungo. Feghouli ha uno scatto felino e il lungo e legnoso Vertonghen cerca di bloccarlo strattonandolo goffamente. Ammonizione e rigore che lo stesso Feghouli trasforma con una finta a cui abbocca il quotato Courtois. Il Belgio si innervosisce, l’Algeria chiude bene e sulle fasce gli europei non riescono a sfondare.

Ancora Witsel da fuori area ci prova con un gran tiro che M’Bholi respinge in angolo. Hazard libera poi Chadli per un tiro che non da’ fastidio. Nella ripresa il ct Wilmots fa entrare Mertens e il Belgio e’ piu’ intraprendente, poi inserisce Origi al posto di un irriconoscibile Lukaku e alla fine trova la mossa azzeccata di Fellaini al posto di Dembele. Implicita ammissione di avere sbagliato la formazione iniziale.

E i frutti maturano copiosi: al 20′ Origi scende bene e conclude con un forte tiro che costringe il portiere algerino a una provvidenziale respinta di piedi. Al 25′ Fellaini, appena entrato, si posiziona quasi da centravanti e sfrutta bene il suo colpo di testa. Cross di De Bruyere da lontano e il giocatore, che ha disputato un’annata infernale all’United, trova uno splendido stacco di testa che procura il pari.

L’Algeria cala, il Belgio insiste e in contropiede trova anche in vantaggio: al 34′ spunto di classe di Hazard sulla sinistra, alza la testa e pesca Mertens solo dall’altra parte. Il napoletano guarda il portiere e lo fulmina con un destro secco che ribalta la partita. Poi c’e’ solo Belgio e Fellaini ancora di testa al 39′ potrebbe triplicare, ma M’Bholi salva in angolo.

L’Algeria si deve arrendere ma dopo avere dato un’ottima impressione. Ma il Belgio ha qualita’ superiore e potra’ essere grande protagonista, se riuscira’ a esprimerlo per 90′. Sempre che il ct non sbagli di nuovo formazione.

Foto archivio LaPresse.

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