Juventus-Atalanta 2-0, Dybala-Mandzukic gol

di redazione blitz
Pubblicato il 25 Ottobre 2015 17:01 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2015 19:44
Diretta, Juventus-Atalanta: formazioni ufficiali dopo le 14

Allegri (foto LaPresse)

TORINO, JUVENTUS STADIUM – JUVENTUS-ATALANTA 2-0, gol: Dybala 28′ e Mario Mandzukic 49′.

Con i tre punti della vittoria (2-0) sull’Atalanta, la Juventus risale nel gruppone di metà classifica e lascia quel 14/o posto “inaccettabile”, come aveva tuonato all’assemblea degli azionisti il presidente Andrea Agnelli.

Anzi, prima della partita con i bergamaschi, i bianconeri erano addirittura scivolati al 15/o posto, scavalcati dall’Empoli. Ora sono undicesimi alla pari con il Chievo (che pero’ gioca in serata). La rimonta, giurano i campioni d’Italia, è “cominciata”.

Oggi hanno festeggiato la seconda vittoria consecutiva allo ‘Stadium’ in questo campionato, la terza partita di fila senza subire gol (le altre con Inter e Borussia).

Il grande protagonista è stato Paulo Dybala, quello che “gioca più di tutti” (tra gli attaccanti della Juve), come aveva rivendicato Allegri nella ‘polemica mediatica’ della vigilia: l’argentino ha fatto il piccolo Tevez: gol decisivo, con l’aiuto della difesa dell’Atalanta, assist per il raddoppio di Mandzukic, rigore procurato per il possibile 3-0, poi fallito da Pogba. “Prima dell’assist ho sbagliato tanto”, ha ammesso la ‘Joya’, spiegando che “è giusto fare autocritica”.

A modo suo, è stato trascinatore, anche se deve ancora abituarsi – ha spiegato – a non essere più una prima punta, come era a Palermo. Dybala ha sbloccato una partita non troppo difficile perché l’Atalanta, che pure era data in buona forma, a Torino ha puntato solo a limitare i danni ed ha chiuso la partita, per la quarta volta in questa stagione, in 10, con Toloi espulso ma giù sul 2-0.

Troppo tardivo l’innesto di Gomez, che ha dato un gioco offensivo alla squadra di Reja, prima carente. Sportiello, che sul promo gol subito non era esente da colpe, ha evitato il tracollo dell’Atalanta parando un rigore a Pogba. Il francese, che aveva appena deliziato con il colpo di tacco che ha aperto l’azione del raddoppio bianconero, ha fallito dagli undici metri, e non solo per la bravura del portiere dei bergamaschi.

Sulla maglia si era aggiunto, con il pennarello, un ‘5’ a pennarello tra l”1′ e lo ‘0’ del numero 10, appena ereditato da Tevez. Un ritocco interpretato – ma nessuno l’ha ancora spiegato – come la nostalgia del vecchio numero, il 6, al posto di uno troppo carico di responsabilità. O un gesto polemico per chi lo vorrebbe quel leader che non è ancora.

Fino alla rete di Dybala, i bianconeri non avevano applicato molto bene la lezione di Allegri: idee ancora confuse in attacco, non si era mai accesa la lampadina nell’ultimo tocco. La miglior giocata è rimasta a lungo la girata di testa di Bonucci (4′), sull’angolo battuto da Dybala, con pallone respinto e poi bloccato da Sportiello.

La sequenza successiva faceva venire acidità di stomaco al tecnico bianconero: tocco sporco di Mandzukic a due passi dalla porta, peggio ancora quando l’attaccante croato, servito con un lancio di Pogba in crescita di ispirazione, indugiava, perdendo il momento buono per la battuta a rete.

E poi due conclusioni senza troppe pretese di Pogba, prima del tiro al volo, molto alto, di Moralez, e lo stesso argentino anticipato da Chiellini davanti a Buffon sul cross di Dramè, perso di vista dalla difesa bianconera.

L’1-0 di Dybala, con un tiro centrale ma non capito da Sportiello, ha spianato la strada alla Juve. Unico contrattempo l’infortunio muscolare di Pereyra, sostituito da Asamoah al 37′ del primo tempo. Il raddoppio di Mandzukic, al primo gol in campionato, ha tolto ogni emozione. I cambi hanno dato un po’ di verve all’Atalanta, senza però rimettere in discussione la partita.