Serie A. Palermo-Lazio 0-4 e Udinese-Parma 4-2 (posticipi del lunedì)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 settembre 2014 23:35 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2014 23:36

ROMA – Udinese-Parma (4-2) e Palermo-Lazio (0-4) nei posticipi della quinta giornata del campionato italiano di calcio di Serie A.

Palermo-Lazio 0-4, gol: Djordjevic 45′, 75′ e 83′ e Parolo 93′ 

Tripletta di Djordjevic, gol di Parolo e Palermo al tappeto. I rosanero, che anche stasera hanno giocato una gara d’attacco, non riescono a vincere, mentre Pioli (che fu esonerato a Palermo prima ancora di cominciare il campionato) si riscatta dopo le sconfitte con Genoa e Udinese.

Il poker finale è impietoso per l’impegno mostrato dagli uomini di Iachini che anche nella ripresa hanno tentato il tutto per tutto, come testimoniano gli applausi finali e i cori per il tecnico che aveva riproposto il trio che ha fatto impazzire il Napoli: Vazquez-Dybala-Belotti. Pioli, invece, ha azzeccato la mossa giusta, lasciando fuori Klose e mettendo Djordjevic unica punta.

Alle sue spalle Candreva, Lulic e Mauri. La prima occasione è dei rosanero con Dybala che prova il sinistro, ma la palla è di poco al lato. Ci tenta anche Vazquez che si libera bene in area, il suo tiro è però debole e finisce tra le braccia di Marchetti. Dopo i primi minuti, il ritmo si abbassa e la partita si blocca in un centrocampo denso di uomini e povero di qualità.

Sono due fiammate – la prima di Vazquez, la seconda di Dybala – a ravvivare la gara nel finale del primo tempo. I due argentini mettono i brividi a Marchetti. Slendida soprattutto l’azione di Vazquez che si beve, con un tunnel, la difesa laziale mettendo di poco a lato. Nel momento migliore del Palermo, segnano i capitolini: al 45′ un cross di Candreva trova Djordjevic in area e Sorrentino è battuto. Il Palermo è furioso, come il Barbera, e nella ripresa si lancia all’attacco.

Al 5′ Marchetti non si fa sorprendere dal gran tiro da fuori di Dybala. La pressione dei rosa non riesce a sfondare la difesa laziale: spesso gli uomini di Iachini arrivano nell’area avversaria, ma senza fortuna. Il clima diventa ancora più rovente al 20′ quando Di Bello non concede un possibile rigore per mani di Braafheid in area e poi Feddal si divora una rete, mettendo incredibilmente fuori di testa un suggerimento di Barreto.

La partita si fa frenetica e bellissima, col Palermo che si sbilancia e la Lazio che sfiora il raddoppio. Sorrentino compie due miracoli in rapida successione: prima sul colpo di tacco ravvicinato di Djordjevic e poi su Parolo che calcia forte sulla ribattuta. E’ il preludio dello 0-2 che arriva al 30′ sempre con Djordjevic, bravo a sfruttare un buco nell’area rosanero, dribbling secco e tiro a girare.

I siciliani non hanno il tempo di riorganizzarsi perché al 38′ arriva la tripletta del serbo bravo a sfruttare un rilancio da centrocampo, mettendo in rete da posizione molto defilata.

Il definitivo 4-0 lo sigla Parolo che arpiona un cross in area e batte Sorrentino. Cala così il sipario su una gara in cui il Palermo ha fatto l’errore di sprecare troppe occasioni, concretizzate invece da una Lazio cinica che coglie il secondo successo stagionale.

Udinese-Parma 4-2, gol: Mauri 22′, Di Natale 28′ e 45′, Cassano 49′, Heurtaux 58′ e Thereau 84′
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L’Udinese stende il Parma con un poker (4-2) e si riprende il terzo posto in classifica, a 12 punti dopo cinque giornate, appena un passo indietro Juventus e Roma che corrono a ritmi impressionanti.

La squadra di Andrea Stramaccioni soffre un po’ nel primo tempo, con la difesa che traballa leggermente, costretta agli straordinari, alla terza gara in otto giorni. Ma nella ripresa non lascia scampo al Parma che, a dispetto dei soli tre punti in classifica, per almeno 45′ ha espresso un buon calcio. Sono i due Antonio, Cassano per gli emiliani e Di Natale per i friulani, a dettare il ritmo e il risultato nel primo tempo.

Finisce 2 a 2, ma il conto delle occasioni, specie su sponda Parma, è ancora più alto. Cassano “re degli assist”, per rubare un’espressione del suo ex tecnico Andrea Stramaccioni, propizia il vantaggio del Parma al 23′ con una verticalizzazione per Mauri che si gira in area e di destro infila Karnezis, siglando il suo primo gol in serie A.

Ne inventa un altro paio, perfetti, intorno alla mezz’ora. Prima pennellando sulla testa di Coda per un’incornata che Karnezis respinge d’istinto e poi pescando Mauri in area per lo stop e tiro dell’argentino, respinto ancora una volta con una parata decisiva dall’estremo difensore greco bianconero.

E’ sempre lui, il talento di Bari Vecchia, a riportare a galla il Parma dopo l’1-2 friulano, trasformando nell’ultimo minuto di recupero il rigore, giustissimo, concesso dal direttore di gara per un fallo ingenuo di Widmer su Mauri. Lo realizza con un cucchiaio. Di Natale si conferma, per parafrasare ancora il tecnico bianconero, finalizzatore sopraffino.

Le due reti friulane della prima frazione di gara portano entrambe la sua firma nel tabellino dei marcatori. Prima centra il pareggio, sfruttando la sponda di Badu su assist di Kone. Poi approfitta del velo di Thereau su un cross perfetto dalla destra di Widmer per portare in vantaggio l’Udinese.

Niente male per uno che, fino a 24 ore prima del fischio d’inizio, a quasi 37 anni, era in forte dubbio per una brutta botta rimediata in uno scontro di gioco nel turno infrasettimanale di giovedì. Non è un caso che il Friuli gli tributi una standing-ovation quando nella ripresa Stramaccioni gli fa fare la staffetta con Muriel.

L’Udinese fa sua la partita nella ripresa grazie a un gol incredibile di Heurtaux che si inventa una rovesciata spettacolare nell’area del Parma su un assist perfetto di Widmer. L’esterno svizzero si inventa un bel movimento sulla fascia destra per scodellare la palla a centro area per il compagno.

Con il Parma ridotto in inferiorità numerica nel finale per l’espulsione di Acquah, colpevole di un’entrataccia su Muriel che gli costa il secondo giallo e la dura reprimenda di Donandoni, i friulani mettono il risultato in cassaforte a 6′ dal termine con un’azione personale di Thereau che si accentra dalla sinistra e con un destro infila Mirante sul palo lungo.

(foto LaPresse)