Serie A. Roma-Verona 2-0 e Atalanta-Juventus 0-3 (anticipi del sabato)

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 settembre 2014 23:22 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2014 23:23
Diretta Serie A. Roma-Verona e Atalanta-Juventus (anticipi del sabato)

Francesco Totti che oggi compie 38 anni (LaPresse)

ROMA – Prosegue senza interruzioni la lotta scudetto tra Juventus e Roma. I bianconeri hanno vinto 3-0 sul campo dell’Atalanta (doppietta di Carlos Tevez e rete di Alvaro Morata), mentre i giallorossi hanno superato con il punteggio di 2-0 il Verona (gol di Alessandro Florenzi e Mattia Destro).

ATALANTA-JUVENTUS 0-3, gol: Tevez 35′ e 59′ e Morata 83′. Buffon ha parato un rigore a Denis al 58′  

Tevez, sempre lui. E le mani di Buffon. L’argentino firma una doppietta contro l’Atalanta e regala alla Juve la quinta vittoria su cinque partite, la dodicesima di fila in campionato considerando anche la stagione scorsa.

Morata e Buffon completano la festa: lo spagnolo segna il suo primo gol in bianconero, mentre il portiere para sull’1-0 un rigore a Denis e mantiene inviolata la sua porta. Come previsto, a Bergamo i campioni corrono qualche rischio, ma alla fine si levano dagli impacci grazie alla solita grande prova di compattezza e ferocia e rispondono così alla Roma, che nel primo anticipo aveva superato il Verona.

Nel coro spicca il solista Carlitos, sempre più uomo squadra e simbolo di una Juve che continua a convincere almeno quanto quella di Conte. Per vedere una partenza così di coppia con due squadre a punteggio pieno dopo cinque gare bisogna tornare indietro alla stagione 76-77, quando a primeggiare erano sempre la Juve in tandem con il Torino. La Roma, che nel pomeriggio aveva tentato l’allungo, è avvisata: domenica a Torino si vedrà chi è la più forte.

L’Atalanta ha poco da rimproverarsi. Se Denis avesse segnato forse sarebbe cambiato qualcosa, ma il risultato è comunque netto e indiscutibile. Per rispondere alla vittoria dei giallorossi Allegri ignora la regola del turn over e schiera la Juve migliore: dentro Tevez e Pogba, Evra vince il ballottaggio con Asamoah.

Anche Morata può attendere: Llorente resta l’irrinunciabile calamita avanzata. Colantuono rinuncia a Cigarini e consegna le chiavi della regia a Baselli, a sinistra spunta l’argentino Gomez. L’Atalanta parte a testa bassa, Baselli sfiora il palo e Estigarribia fa sudar freddo Buffon con un velenoso cross respinto da Ogbonna. Dopo 10 minuti di passione la Juve mette la testa fuori dal guscio. Tevez semina Biava e fa partire un destro a giro che si spegne lontano dalla porta.

I bianconeri prendono il controllo della partita, ma i bergamaschi si chiudono bene e ripartono a tutta velocità sulle fasce. Al 17′ Orsato deve interrompere brevemente il gioco perché dalla curva atalantina piovono freccette di carta. Si riparte e Benalouane stende Tevez in fuga verso la porta. La Juve rischia grosso al 24′: Chiellini e Vidal sbagliano l’impostazione, Estigarribia si invola e fa partire un tiro cross che finisce a lato. La Juve risponde con due spunti del solito Tevez.

E’ la prova generale del gol, che arriva al 35′: Lichtsteiner si incunea in area da destra e mette in mezzo un pallone su cui Vidal non arriva, forse ostacolato fallosamente da Biava. Orsato non deve nemmeno decidere: Tevez spunta da dietro e mette dentro a porta vuota bruciando sul tempo i difensori nerazzurri.

La Juve potrebbe chiudere il discorso al 41′, ma la testa di Llorente non trova il bersaglio. L’Atalanta spreca il pari al 57′: Chiellini allunga la gamba in area, Molina cade. Per Orsato è rigore. Batte Denis e Buffon para.

E’ la svolta del match, perché sul ribaltamento di fronte Tevez affonda l’Atalanta: rasoterra secco e palla nell’angolino, due a zero. Colantuono si innervosisce e si lascia sfuggire qualche protesta di troppo, Orsato lo caccia. All’82’ arriva anche il tris, lo segna di testa Morata, al suo primo gol in bianconero. Può bastare così, la testa è già alla sfida di Champions con l’Atletico Madrid.

ROMA-VERONA 2-0, gol: Florenzi 75′ e Destro 85′  

Buon compleanno Capitano, da parte di tutta la squadra. Nel giorno in cui la capitale celebra il 38/o anniversario del suo uomo simbolo, anzi autentica bandiera, i compagni non potevano che regalare a Francesco Totti, in campo dall’ 1′ ma non fra i migliori, un successo che è il quinto consecutivo e vale il primato in classifica a quota 15 punti, in attesa dello scontro diretto con la Juve che sarà la partitissima del prossimo turno.

E a dare ancora più risultato all’impresa giallorossa è arrivato un gol, quello del 2-0, di Destro che è proprio il caso di definire “alla Maradona”, con un tiro da più di 40 metri che ha ricordato quello che tanti anni fa segnò, proprio al Verona, il fenomenale argentino. A regalare la vittoria a Totti, e a un pubblico alla fine impazzito di gioia, sono stati Florenzi e appunto Destro, autori con due prodezze personali di altrettante reti che hanno fissato il punteggio di un match che per la Roma si stava mettendo male, nel senso che sull’Olimpico aleggiava una certa paura dello 0-0.

E, anzi, quando è entrato Toni (applaudito da tutto il pubblico) c’è stato anche un certo timore che potesse arrivare la beffa del gol dell’ex, come accaduto pochi mesi, in questo stesso stadio, contro la Juve e a opera di Osvaldo. Invece a sbloccare il punteggio ha pensato quell’ ex raccattapalle romanista al quale il padre ripeteva “pensa quando un giorno a Totti passerai il pallone con i piedi anzichè con le mani”. Pochi anni dopo quel sogno si è avverato, Florenzi è ancora una volta match-winner e anche se questa volta non c’era nonna Aurora da abbracciare, l’influsso benefico di quel gesto continua, trasformandosi in un ‘altra pennellata calcistica, la ‘fucilata’ di destro con cui, intervenendo su un pallone vagante, ha battuto l’incolpevole Gollini.

C’è stato poi il capolavoro di Destro, arrivato dopo la che la Roma si era resa pericolosa in altre due occasioni, prima con una ‘cavalcata’ con cui Gervinho, palla al piede, aveva seminato mezza squadra del Verona prima di servire Destro che tirava alto, e poi con un decisivo intervento di Gollini che deviava sulla traversa, e quindi in corner, una conclusione di Florenzi su assist dello scatenato Gervinho.

L’ingresso in campo dell’ivoriano (Garcia per la prima volta non lo ha schierato dall’inizio, unico titolare a fare turnover in vista dell’impegno di Champions con il Manchester City) è stata la mossa decisiva con cui il tecnico è riuscito a venire a capo della muraglia difensiva ‘montata’ da Mandorlini. Il Verona infatti quando veniva attaccato si difendeva con dieci uomini dietro la palla, lasciando il solo Nenè (o Toni nel finale) isolato in avanti.

Il primo tempo si era chiuso senza reti, ma le migliori occasioni le aveva avute la squadra ospite, al 35′ quando Nenè aveva colpito di testa su cross dalla sinistra (pallone fuori di un soffio) e al 38′ quando c’era stata una parata decisiva di De Sanctis su conclusione di Gomez, lo stesso che già lo aveva impegnato al 16′.

La Roma si era resa insidiosa solo al 32′ con Totti che tentava di intervenire in mischia prima che Rafa Marquez spazzasse via. Poi tutto si è risolto nella ripresa, la Roma è stata brava crederci pur con il pensiero rivolto anche a Manchester, e a insistere fino a perforare il muro del Verona, nonostante la prestazione complessiva non sia stata brillante come al solito.

la differenza l’hanno fatta due prodezze personali. Ma nel calcio più di tutto contano i risultati, e da questo punto di vista a Garcia e i suoi nulla può essere rimproverato: il sogno continua, in attesa dello ‘sbarco’ nello Juventus Stadium.

Foto LaPresse.

Foto Ansa.