Diritti Tv, la Lega Calcio: troppo bassa l’offerta di Sky e Mediaset, si valuta Media Pro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 gennaio 2018 20:23 | Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2018 20:23
Diritti Tv, la Lega Calcio: troppo bassa l’offerta di Sky e Mediaset, si valuta Media Pro

Diritti Tv, la Lega Calcio: troppo bassa l’offerta di Sky e Mediaset, si valuta Media Pro

ROMA – Al momento la Lega Calcio di Serie A ha deciso di non assegnare alcun pacchetto per i diritti tv del campionato di Serie A per il triennio che va dal campionato 2018-19 al /2020-21. Le offerte di Mediaset e Sky sono state considerate troppo basse.

A quanto si apprende, sarebbe stato di 830 milioni l’ammontare complessivo delle offerte presentate da Sky e Mediaset, sensibilmente meno del miliardo e più che la Lega sperava di incassare.

E’ stata giudicata interessante invece l’offerta di Media Pro, intermediario indipendente spagnolo. L’offerta, piuttosto allettante, sarebbe di 950 milioni di euro più royalties per l’intero pacchetto.

Le 20 società della serie A si sarebbero dati cinque giorni di tempo per decidere se accettare l’offerta pervenuta da Mediapro, oppure se giocare la carta di un terzo bando.

Il nuovo presidente.

Lunedì scade il commissariamento di Tavecchio, Simonelli sarà il garante (lo ha già fatto, è molto stimato e alcuni club lo vorrebbero come presidente). Tempo un mese e scatta la mannaia di Malagò: se la Lega non risolve il problema della governance e dello statuto, il presidente del Coni commissaria la Figc, anche se lunedì a Fiumicino verrà eletto un presidente fra Sibilia, il favorito, Gravina e Tommasi. Ma la Lega entro dieci giorni potrebbe farcela. “Siamo avviati sulla buona strada “ ci diceva ieri Urbano Cairo, patron del Toro.

In mattinata, prima dell’assemblea, alcune società del fronte cosiddetto ‘riformista’ (Juventus, Inter, Roma, Torino, Fiorentina, Sampdoria, Cagliari, Sassuolo, Bologna e Spal) hanno incontrato due dei tre candidati alla presidenza della Federcalcio, il n.1 dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi, e quello della Lega Pro, Gabriele Gravina. Secondo quanto filtra questi club, che rappresentano la metà della Lega Serie A e quindi il 6% dei voti nell’assemblea federale, avrebbero chiesto a uno fra Tommasi e Gravina di fare un passo indietro, pronti a convergere sull’altro.

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