Diritti tv. Juve: -13 milioni. Inter e Milan: -10. Le grandi a braccetto in tribunale

Pubblicato il 28 Giugno 2011 18:35 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2011 18:35

MILANO – Tredici milioni in meno per la Juventus, 10 in meno per Inter e Milan. Troppi soldi per restarsene con le mani in mano:  i grandi club non ci stanno e pensano di andare in tribunale per far valere quelli che ritengono i loro diritti. All’inizio del nuovo campionato mancano ancora due mesi ma l’estate della Lega si annuncia torrida. Al centro dello scontro, un tema che si trascina oramai dal 2007, quello dei diritti tv.

Fino a lunedì, dopo mesi di scontro frontale (tra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e quello della Lazio Claudio Lotito è volato anche un pugno), sembrava che sulla questione si aprisse uno spiraglio. Martedì, però, sono arrivate le cifre e si è fatto di nuovo buio pesto.

Le cifre in questione sono quelle dei bacini di utenza e riguardano, nel complesso meccanismo della ripartizione dei diritti tv, circa il 25% del totale. Dopo le tensioni, a maggioranza, i piccoli club avevano ottenuto che i bacini di utenza fossero calcolati da società esterne.

I risultati, però, fanno piangere Inter, Milan e soprattutto Juventus. Quest’ultima, spiega Fabio Monti sul Corriere della Sera, puntava ad incamerare circa 90 milioni. Con le indagini demoscopiche di Auditel rischia di fermarsi a 77. Milan e Inter, che puntavano a quota 80, si fermeranno a 70.

Perdite che, secondo i vari Moratti, Agnelli e Galliani valgono bene un processo. A guadagnarci, spiega il Corriere, sono i piccoli club (Chievo e Cesena su tutti) e anche la Lazio di un Lotito battagliero più che mai: i calcoli auditel, infatti, porterebbero la Lazio ad incamerare addirittura qualche soldo più della Roma e poco meno del Napoli.

A confermare l’intenzione dei top club di portare il tutto in tribunale è stato martedì l’ad dell’Inter Ernesto Paolillo: “E’ un quadro inaccettabile, ma domani ci presenteremo in Lega con la serenita’ di chi si fida della parola data dagli altri”. Nell’ultima riunione il presidente del Genoa Enrico Preziosi, a nome di tutti gli altri colleghi, ha però garantito che qualunque fosse stato il risultato delle indagini demoscopiche un accordo si sarebbe trovato. Paolillo però non ne è convinto: “Senza accordo percorreremo le vie legali in tutti i gradini necessari”.

Lo scenario, in ogni caso, non è dei più rosei. Se le grandi dovessero andate in tribunale, infatti, si bloccherebbero fino a sentenza tutte le distribuzioni di soldi, compreso il 75% su cui c’è l’accordo. Per le casse esangui delle squadre di club sarebbe una piccola sciagura.