Diritti tv, l’allarme di Garimberti: “Costi elevati e non alla portata della Rai”

Pubblicato il 14 Dicembre 2010 12:50 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2010 13:03

“Il pericolo di non essere piu’ in grado di adempiere i nostri doveri di servizio pubblico per quanto riguarda gli eventi sportivi e’ reale. Non si riescono piu’ a sostenere i costi, ma non dobbiamo rassegnarci a questa situazione perche’ Olimpiadi e Nazionale di calcio devono essere eventi accessibili a tutti. Pericolo che la Rai non trasmetta piu’ le partite degli Azzurri? Mi auguro di no, ma il pubblico deve sapere che la Rai affronta enormi sacrifici economici per dare queste partite”.

E’ l’allarme lanciato dal presidente della Rai, Paolo Garimberti, nel corso della presentazione del libro ‘Roma 1960, le Olimpiadi della tv’ presso il Salone d’Onore del Coni.

Garimberti, ricordando il rapporto tra sport e tv ai tempi dei Giochi di Roma, ha sottolineato le profonde differenze che si sono evidenziate nel corso degli ultimi 50 anni: “Per la mia generazione le Olimpiadi del 1960 sono state un vero e proprio spartiacque poche’ diedero l’occasione di seguire in diretta un evento sportivo planetario – le parole del presidente della Rai -. Ci fu un salto di qualita’ tra sport, televisione e spettatori. Oggi tante cose sono cambiate, sia nella Rai, sia nel rapporto tra sport e tv. Nel passato era lo sport che nutriva la tv, oggi invece la situazione si e’ invertita”.

“Per una tv pubblica, poi, e’ sempre piu’ complicato acquisire i diritti degli eventi sportivi – e’ stata l’amara riflessione di Garimberti – Ed e’ un discorso che non vale solo per la Rai, ma anche per altre tv pubbliche europee come quella francese che ha rinunciato alle partite della Nazionale. Se fosse capitato da noi sarebbe stato uno scandalo e, quegli stessi parlamentari che ci negano una postilla per evitare l’evasione del canone, che permetterebbe peraltro di aiutare le casse della Rai, sarebbero stati i primi ad attaccarci”.

Garimberti ha poi sottolineato che “gia’ le Olimpiadi di Londra del 2012 non saranno come le quelle di Pechino perche’ i primi diritti li avra’ Sky. E credo sia un grave errore politico se determinati eventi non vengono dati alla tv pubblica in diretta”. “Il pericolo reale – e’ quindi il campanello d’allarme fatto suonare dal presidente della Rai – e’ che la tv pubblica venga soffocata dallo sport, spero che venga scongiurato questo pericolo e la Rai continui a trasmettere questi eventi. Ma il pericolo di non essere piu’ in grado di adempiere i nostri doveri di servizio pubblico per quanto riguarda lo sport e’ reale. Pericolo che la Rai non trasmetta piu’ le partite di calcio dell’Italia? Mi auguro di no, ma il pubblico deve sapere che la Rai affronta enormi sacrifici economici per dare queste partite”.

Sull’argomento e’ intervenuto anche il presidente del Coni, Gianni Petrucci: “E’ un argomento che riguarda il presidente della Figc, Giancarlo Abete, per il quale nutro una grande stima. Sapra’ lui trarre i maggiori profitti per la Federcalcio”.