Donnarumma, lettera sulle pressioni prima del rinnovo: “Condotta vessatoria del Milan”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 dicembre 2017 11:11 | Ultimo aggiornamento: 24 dicembre 2017 9:20
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Donnarumma

MILANO – La Gazzetta dello Sport ricostruisce la querelle Donnarumma attraverso lettere, dichiarazioni, raccomandate, post social, impegni e clausole dei protagonisti: il portiere e i suoi legali, Raiola, Mirabelli, Fassone.

Un nuovo capitolo di questo travagliato rapporto lo scrive Carlo Laudisa, che svela la lettera che l’avvocato del portiere Vittorio Rigo inviò ai vertici della società rossonera per lamentare le pressioni che il suo assistito stava subendo per la firma del contratto.

Era il 14 giugno, ovvero un mese prima dell’accordo siglato l’11 luglio tra Donnarumma e Milan. In particolare, scrive il quotidiano, nella lettera veniva messa in luce “la condotta vessatoria posta in essere, in maniera ormai sistematica e per quel che appare più grave progressiva” dalla società. E in chiusura veniva esposta “la prostrazione psicologica di Donnarumma, che non poteva non avere una ricaduta sulla sua salute e personalità morale”.

Passano due mesi e mezzo e dal clan Donnarumma arriva la richiesta di risoluzione del contratto, legata al mancato deposito della clausola rescissoria (da 40 milioni senza coppe da 70 con la Champions). La clausola era stata definita sulla parola, con l’impegno delle parti a risolvere la questione in breve tempo.

Ma a fine settembre, da parte della società rossonera non arriva nulla e così l’avvocato Rigo torna a scrivere chiedendo di “depositare entro 10 giorni quanto pattuito”, con la minaccia altrimenti di risolvere il contratto. Non accade nulla, anche se il dialogo, stando sempre alla Gazzetta, procede sotterraneo. Poi la questione diventa pubblica.