Doping, si riapre il caso Schwazer: qualcuno avrebbe manipolato le urine dell’atleta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 luglio 2018 16:58 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2018 16:58
Doping, si riapre il caso Schwazer: qualcuno avrebbe manipolato le urine dell'atleta

Doping, si riapre il caso Schwazer: qualcuno avrebbe manipolato le urine dell’atleta

ROMA – Si riapre il caso Alex Schwazer. Grazie a un test del dna, si è scoperto che le urine dell’ex marciatore accusato di doping nel 2016, alla vigilia dei Giochi olimpici di Rio de Janeiro, sarebbero state manipolate. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] A rivelare la notizia è il quotidiano altoatesino Tageszeitung.

Tageszeitung scrive che la concentrazione di dna di Schwazer nel campione B è tre volte superiore a quella presente nel flacone A. La contaminazione è di 437 nanogrammi microlitro nel campione A, 1187 nel campione B. Qualcuno avrebbe potuto pompare delle urine contenenti del doping per far squalificare l’atleta. La perizia del Ris di Parma verrà depositata ai primi di settembre e solo allora ci sarà l’ufficialità dei risultati delle analisi.

I campioni sono stati consegnati dopo lunghe resistenze dalla Iaaf e dailaboratori di Colonia al Tribunale di Bolzano, in futuro si dovrebbero fare delle contro analisi per chiarire meglio tutta la vicenda che ha coinvolto l’ex atleta. Per la Iaaf questa nuova rivelazione non ha alcun valore, il Ris procede invece facendo ulteriori approfondimenti sulla vicenda: il comandante Lago ha infatti ordinato una maxi test sul dna di 100 individui, scelti tra sportivi e persone comuni al fine di monitorare il dna separato in due campioni per capire se è effettivamente possibile che ci siano simili difformità. Le conclusioni del Ris saranno presentate entro il 5 settembre sul tavolo del gip Pelino.