Doping, Coni convoca Carolina Kostner per caso Alex Schwazer

Pubblicato il 15 settembre 2014 14:29 | Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2014 14:29
Doping, Coni convoca Carolina Kostner per caso Alex Schwazer

Carolina Kostner (LaPresse)

ROMA – Carolina Kostner è stata convocata dalla procura antidoping per il caso Schwazer. La pattinatrice azzurra, ex fidanzata del marciatore trovato positivo alla vigilia di Londra 2012 e poi squalificato fino a gennaio 2016, sarà ascoltata per rispondere degli articoli 2.8 e 3.3 delle norme antidoping che parlano di “copertura” e “complicità”.

La decisione è arrivata dopo l’apparizione sul Corriere della Sera di un articolo in cui vengono pubblicati i contenuti di documenti depositati dalla procura di Bolzano alla chiusura delle indagini sul caso Schwazer. La gardenese dovrà spiegare quanto già detto davanti al magistrato che l’ha ascoltata in qualità di persona informata dei fatti. La versione di Carolina racconterebbe di strani macchinari, dell’assillo dei controlli antidoping e anche di un incontro segreto con il dottor Ferrari, inibito per vicende di doping.

Davanti al magistrato di Bolzano che le chiedeva del doping del fidanzato, si legge sul Corriere, la campionessa gardenese nega di aver saputo che lui facesse uso di Epo. Emergono però dettagli scomodi. “Lui aveva un macchinario di colore bianco, elettrico, dal quale partiva un tubo flessibile collegato a una maschera facciale che metteva sul viso per l’intera durata della notte e io ero costretta a mettermi i tappi alle orecchie dal rumore”, racconta ad esempio Carolina Kostner.

Alla vigilia dell’Olimpiade di Londra 2012, Schwazer ha confessato l’uso di sostanze proibite. Il sospetto degli inquirenti è però che sia ricorso a sistemi illeciti sin dal 2008, quando vinse l’oro ai Giochi di Pechino nella 50 chilometri di marcia. La tesi, scrive il Corriere riportando le frasi del pm, è che abbia fatto uso “di una tenda ipossica in grado di abbassare la percentuale di ossigeno nell’aria, vietata in Italia dal ministero della Salute”. Su questo si innesta il racconto di Carolina: «Quando veniva a trovarmi in Germania portava la tenda per sostituire il soggiorno in altura – scrive il Corriere – Per tenda intendo quel macchinario elettrico. La prima volta che la vidi fu nel 2012, anche se sapevo che lui la possedeva da prima”.

La Kostner nega però di aver mai visto siringhe o iniezioni. Come è possibile? “Io mi assentavo da casa per lunghe ore – dice la Kostner – Ma che io sappia Alex ha preso farmaci solo per curare la depressione, dopo lo scandalo. Prima era una persona sana, usava unicamente vitamine e sali minerali”. La fidanzata sapeva però delle frequentazioni di Schwazer con il dottor Michele Ferrari, medico inibito per vicende di doping. “Io l’ho incontrato una sola volta in un parcheggio autostradale di Verona – ammette – Era il 2010, siamo saliti sul suo camper e loro si sono messi a parlare ma non ho visto strumentazione medica… Un’altra volta che mi sentivo stanca Alex, senza dirmi nulla, sottopose il mio esame del sangue alla sua valutazione… Penso che anche i genitori di Alex conoscessero Ferrari perché suo padre l’aveva accompagnato a Sankt Moritz”.

Dai documenti della procura emergono anche aspetti della vita privata. Tra questi, ad esempio, l’assillo dei controlli antidoping. Il 29 luglio 2012, racconta il Corriere della Sera, gli ispettori capitarono a sorpresa nel paesino bavarese di Obertsdorf, dove Carolina ha una mansarda. “Prima di aprire la porta Alex mi chiese il favore di dire che non era in casa ma che si trovava a Racines (in Alto Adige, ndr ) dove aveva dato la reperibilità – racconta la pattinatrice – Io feci come mi disse e poi mi arrabbiai con lui”.