Doping, medico Francia ’98: “In Italia farmaci e flebo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Giugno 2013 8:22 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2013 8:23
Didier Deschamps

Didier Deschamps alla Juve negli anni ’90 (LaPresse)

PARIGI (FRANCIA) – Il medico della Francia campione del Mondo nel 1998, Jean-Marcel Ferret, ha detto ieri 5 giugno in un’audizione davanti alla commissione d’inchiesta del Senato francese sul doping che i giocatori della nazionale che a quel tempo giocavano in Italia “consumavano una gran quantità di prodotti, anche sotto forma di flebo”.

Fra i giocatori di quella nazionale che all’epoca giocavano in Italia c’erano fra gli altri Didier Deschamps, Zinedine Zidane, ma anche Marcel Desailly, Alain Boghossian e Lilan Thuram. I primi due erano alla Juventus. “Se parliamo di Italia e di Juventus – ha detto Ferret in Senato – c’era una quantità di prodotti, anche sotto forma di flebo. La farmacopea italiana è molto più ricca di prodotti finalizzati al recupero rispetto alla francese, e questo in qualche modo ci protegge”. “Però – sottolinea Ferret – in tutti i prodotti che i giocatori che giocavano in Italia mi citavano, mai mi hanno dato il nome di un prodotto dopante”.

Ferret, per 30 anni medico del Lione e per 12 della nazionale, aggiunge che “c’era una quantità di prodotti che venivano utilizzati per finalità diverse da quella originale”.

Quanto ai valori anormali di ematocrito di alcuni giocatori, di cui ha parlato sempre in Senato il suo successore Paclet (medico fra il 2004 e il 2008 dei Bleus), Ferret ha confermato che “alcuni giocatori avevano un livello di ematocrito alto, ma erano valori permanenti. Quello che conta è la variazione”.

In particolare su Deschamps, oggi ct della nazionale, afferma che “gli indicatori indiretti erano normali. Non sapevo – spiega – quello che succedeva alla Juve, ci sono dei paesi in cui si fa ricorso massiccio alla medicina. Gli italiani sono così, quando noi diamo un farmaco loro fanno una puntura, o una flebo. Stessa cosa i tedeschi. Facevano le flebo ai giocatori già ai mondiali del 1974”.

Se Ferret ha dei dubbi, ammette però di non avere prove: “facevamo un bilancio serio con i giocatori ad ogni stage. Quando ci sono cose strane in biologia si va a scavare, si va a cercare cosa c’è dietro. Ogni volta che abbiamo visto qualcosa di strano siamo andati più a fondo ma non abbiamo trovato mai niente. Non abbiamo avuto sospetti di prodotti di origine esterna. In buona fede, nel 1996, 1998, 2000, 2002, i giocatori erano puliti”.

Lo stesso medico ha sottolineato l'”ingenuità” dei giocatori che non si informano sulla natura dei prodotti somministrati loro dalle società: “quando gli fanno un’iniezione, loro non chiedono di cosa si tratti”.