Dorothea Wierer e Dominik Windisch, doppio oro per l’Italia del biathlon

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 marzo 2019 20:35 | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2019 20:36
Dorothea Wierer e Dominik Windisch, doppio oro per l'Italia del biathlon

Dorothea Wierer e Dominik Windisch, doppio oro per l’Italia del biathlon EPA/ROBERT HENRIKSSON SWEDEN OUT

ROMA – Dalla bufera di neve spunta un doppio oro per l’Italia del biathlon che ha dell’incredibile, pazzesco, inimmaginabile ma soprattutto storico e fantastico. Ad essersi laureati campioni mondiali della specialita’ individuale piu’ giovane del programma, la mass start, sono stati nell’arco di poche ore Dorothea Wierer e Dominik Windisch.
Sono due ragazzi figli di una valle, quella di Anterselva, che da quasi mezzo secolo vive di turismo ma soprattutto di tutto cio’ legato al biathlon. La vallata altoatesina, una laterale della ben piu’ nota Val Pusteria, in questi decenni ha sfornato fiori di campioni.
Doro, Miss biathlon che tutto il mondo ci invidia e per la quale tutto il mondo dalla Russia alla Germania fa il tifo, con l’oro odierno ha sfatato tanti tabu’, in primis quello di aver fallito troppo spesso alle gare piu’ importanti.

Doro dagli occhi di ghiaccio sotto la fitta nevicata, un costante in questi giorni per la localita’ svedese di Oestersund, ha sommerso tutte le sfortune del passato centrando un obiettivo tante volte cullato ed inseguito. Quello della 29enne portacolori delle Fiamme Gialle e’ stato un trionfo da capolavoro dopo una vigilia turbolenta causa l’indisposizione e la rinuncia, dolorosa, alla staffetta. La Wierer al tiro ha sfiorato la perfezione al tiro (tre poligoni su quattro senza errori) ed e’ stata velocissima sugli sci. Nel finale ha saputo tenere a bada la minacciosa russa Yurlova, sul traguardo seconda a meno di cinque secondi. La Wierer ha scritto un capitolo bellissimo sia della sua carriera che della storia italiana al femminile per essere diventata la prima di sempre a laurearsi campionessa del mondo.

“Sono felicissima di essere riuscita a vincere il mio primo titolo mondiale, anche perche’ di solito i grandi appuntamenti non sono il mio forte – ha detto la Wierer -. Quest’oro forse arriva anche perche’ non avevo aspettative dopo la congestione allo stomaco che mi ha impedito di partire nella staffetta, mi dispiace molto per le ragazze perche’ avremmo potuto fare davvero bene e questa medaglia la dedico a loro, perche’ la meritano anche loro”.
Con la stupenda vittoria di oggi e’ ritornata leader di Coppa del mondo raggiungendo in vetta alla classifica la compagna di squadra Lisa Vittozzi. Saranno le due azzurre a gestirsi il vantaggio sulle avversarie in occasione della finale di Oslo in programma la prossima settimana. 

L’altro eroe e’ stato Dominik Windisch, omonimo nel nome di un altro campionissimo del momento, lo sciatore Paris, recente vincitore della coppa del mondo di SuperG.
L’impresa di Windisch restera’ per sempre nella storia del biathlon perche’ una gara cosi’ pazza, seppure in uno sport altamente imprevedibile, difficilmente si era vista. Il portacolori dell’Esercito, 29 anni, originario come la Wierer del minuscolo comune di Rasun Anterselva, non era certo di partecipare alla mass start. Al quarto ed ultimo poligono, sessione in piedi, l’azzurro si e’ presentato in undicesima posizione. Qui il colpo di scena. Per un gioco di parole, tutto merito delle folate di vento “amiche” per Windisch (il suo cognome vuol proprio dire “ventoso”) fatali al leader Johannes Boe che mancava cinque bersagli su cinque. L’italiano, che in Coppa vinse una sola volta (6 febbraio 2016 a Canmore), non ha fallito nessun colpo scappando via davanti a tutti e involandosi solitario verso il traguardo.

Non e’ la prima volta che Dominik riesce ad emergere nei grandi appuntamenti. Nel febbraio del 2018 aveva con il bronzo nella sprint aveva aperto il medagliere dell’Italia ai Giochi di PyeongChang.
“E’ una sensazione fantastica, sono contento per la Nazione soprattutto perche’ ha vinto anche Dorothea e lei lo ha meritato perche’ ha fatto bene durante tutta la stagione – ha affermato Windisch -. Era molto difficile sparare, ho cercato di concentrarmi soltanto su me stesso. Sono riuscito a gestire bene il vento e all’ultimo poligono sono stato anche fortunato. L’anno prossimo non vedo l’ora di gareggiare ai Mondiali perche’ saranno ad Anterselva e succede una volta nella carriera di un atleta di poter gareggiare in casa, per noi e’ come una mini Olimpiade”.

Con i due ori di oggi le medaglie italiane conquistate ai Mondiali salgono a quota 27 (8 d’oro, 6 d’argento, 13 di bronzo). L’oro mancava dall’edizione di Osrblie 1997 quando Wilfried Pallhuber vinse la 10 chilometri sprint. Per trovare il primo podio di sempre bisogna ritornare indietro di 40 anno, a Ruhpolding nel 1979, bronzo di Luigi Weiss sempre nella 10 km sprint.

fonte: Agi.