Dove va Nainggolan? Cina, Chelsea, ritorno alla Roma. Tutte le ipotesi

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 6 Luglio 2019 15:05 | Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2019 10:25

Dove va Nainggolan? Cina, Chelsea, ritorno alla Roma. Tutte le ipotesi. Foto EPA/ROBERT GHEMENT

MILANO – Marotta ha scaricato ufficialmente Radja Nainggolan. Nel corso di una intervista rilasciata a Sky Sport, ha detto a chiare lettere che il Ninja non rientra più nel progetto tecnico dell’Inter. Adesso bisogna trovargli una sistemazione e la cosa non è facile per niente. 

La prima domanda è: cosa vuole fare Nainggolan? Vuole tornare alla Roma. Così come voleva restare alla Roma al momento della sua cessione all’Inter. Ma prima come adesso, il suo ritorno a Roma da calciatore sembra una utopia. Nainggolan passa molti giorni a Roma durante l’anno. Lo ha fatto anche nel corso della sua prima esperienza nerazzurra agli ordini di Luciano Spalletti. 

Nainggolan non si è mai ambientato a Milano e si è trasferito all’Inter solamente perché costretto dalla decisione della Roma di mandarlo via. Nainggolan ama la città di Roma e la Roma e desidera di tornare a vestire il giallorosso.

Ma la Roma non lo vuole e per questa ragione il Ninja dovrà trovarsi un’altra sistemazione. Ora passiamo all’Inter. Cosa vorrebbe l’Inter? I nerazzurri vorrebbe cederlo in Cina al Suning, altra squadra di proprietà della presidenza cinese dell’Inter. 

Ma Nainggolan non ha alcuna intenzione di trasferirsi in Cina. Ha già rifiutato la Cina ai tempi della Roma. I giallorossi avrebbero voluto trasferirlo lì per toglierlo ad una diretta concorrente come l’Inter. 

Nainggolan non vuole andare a giocare in Cina e sarebbe disposto a lasciare l’Inter solamente per due squadre: la Roma o una big del calcio inglese (si parla di un interessamento del Chelsea per lui…). 

Marotta ha liquidato Nainggolan e Icardi con le seguenti dichiarazioni a Sky Sport: 

“Se ne esce innanzitutto con la chiarezza e la trasparenza. In una progettualità bisogna anche trovare i profili giusti. Questa è la strada che stiamo percorrendo: abbiamo avuto modo di parlare con molta schiettezza ai diretti interessati, pur nel rispetto di quello che sono i loro valori contrattuali e professionali ma abbiamo spiegato quella che è la presa di posizione della società.

Questo penso che sia l’elemento più importante. Entrambi sanno di questa situazione che non significa che vengono sminuite le loro capacità. Sono entrambi degli ottimi giocatori e ottimi talenti. Ma il talento da solo fa vincere le partite, poi è la squadra che fa vincere il campionato. Di conseguenza non rientrano nel nostro progetto, lo dico con la trasparenza e il rispetto che è loro dovuto”.