Ekdal contro omofobia: “Il calcio professionistico allontana gli omosessuali”

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 Luglio 2019 17:47 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2019 17:47
Ekdal scende in campo contro l'omofobia nel mondo del calcio durante una intervista a Sportbladet

Ekdal scende in campo contro l’omofobia nel mondo del calcio durante una intervista a Sportbladet

GENOVA – Albin Ekdal, calciatore della Sampdoria e della Nazionale Svedese, è sceso in campo contro l’omofobia nel calcio. Nel corso di una intervista rilasciata a Sportbladet, e riportata da itasportpress.it, Ekdal non ha usato giri di parole per dire che il calcio professionistico allontana gli omosessuali.

Nel dichiarare questo, Ekdal, si è subito dissociato da questo atteggiamento che non permette agli omosessuali di dichiarare il loro amore per un compagno di squadra o per un’altra persona senza sentirsi a disagio. 

Riportiamo di seguito, le dichiarazioni rilasciate da Albin Ekdal a Sportbladet e riportate da itasportpress.it. 

Ekdal: “E’ giusto che gli omosessuali siano liberi di esternare i loro sentimenti senza sentirsi a disagio”.

“Dicono che non ci sono calciatori omosessuali. Ma come si fa a trarre questa conclusione? Ho giocato a calcio nei due maggiori campionati al mondo, partecipando a coppe europee e anche alla Coppa del Mondo. Non sono mai stato in campo con un calciatore che fosse dichiaratamente omosessuale.

Il problema non potrebbe essere più chiaro: il calcio professionistico allontana gli omosessuali, mette pressioni sui ragazzi a non esternare chi amano”“Dobbiamo aiutare chi pensa di mollare per non essere deriso, che potrebbe aver sentito la parola ‘frocio’ utilizzata come un insulto negli spogliatoi.

Non è una responsabilità del singolo, ma mia, nostra, di tutti fare in modo che non debba richiedere coraggio osare. Dovrebbe essere facile dire a qualcuno di essere innamorati. Io non posso fare altro che dare il benvenuto a tutti nel mondo del calcio e anche gli altri non possono fare altrimenti.

Se lo facciamo tutti assieme in ogni occasione possibile, ad ogni viaggio in bus, in trasferta, in qualsiasi spogliatoio, non ci sarà più questo problema in futuro” (fonti Sportbladet e itasportpress.it).