Enoch Balotelli: “Sì alla Padania. Basta che non mi usano”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Aprile 2014 11:12 | Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2014 11:13
Enoch Balotelli: "Sì alla Padania. Basta che non mi usano" (LaPresse)

Enoch Balotelli: “Sì alla Padania. Basta che non mi usano” (LaPresse)

ROMA – Enoch Barwuah, fratello minore di Mario Balotelli, commenta in una intervista esclusiva al settimanale “Chi”, pubblicata nel numero in edicola mercoledì 2 aprile, la notizia, uscita nei giorni scorsi di una sua partecipazione alla Nazionale della Padania, la squadra della Lega nord, che dovrebbe disputare la Coppa del Mondo Viva, riservata alle selezioni calcistiche di minoranze ed entità non riconosciute a livello internazionale.

“Se hanno utilizzato il mio nome per farsi pubblicità, il colore della mia pelle per avere dei titoli sui giornali, la mia “parentela” celebre… beh, lo trovo un gesto ignobile. Se, invece, c’è qualcosa di serio, allora sediamoci e parliamone. Giocare nella squadra della Lega Nord per me sarebbe una nuova opportunità.

Ma, come tutti, ho appreso la notizia sui giornali, ma nessuno ha mai alzato il telefono per contattarmi. Io sono quello delle occasioni mancate. Il fatto di essere fratello di Mario è un vantaggio nella vita di tutti i giorni, ma è uno svantaggio nel mondo del calcio.

Nel calcio io sono e rimarrò sempre in seconda fila, diciamo pure nell’ombra. Non ho mai avuto l’opportunità vera, quella che potrebbe cambiarmi la vita. Accetterei la chiamata della Nazionale della Padania proprio per mettermi in gioco.

Mio fratello mi ha detto che se sono felice devo accettare. Mario fa il suo percorso e io il mio. Non sono mai stato un raccomandato, altrimenti non giocherei nel campionato di Eccellenza. Le persone allo stadio mi insultano due volte: o mi dicono “negro di m…” oppure “vattene via raccomandato. Nero lo sono e ne sono fiero, raccomandato direi proprio di no, sennò non giocherei in un campionato minore. In ogni caso io faccio finta di non sentire, non reagisco mai, penso ad altro. Sempre”.