E’ iniziata l’era Prandelli. La nuova Italia riparte da Cassano e Balotelli

Pubblicato il 25 Giugno 2010 - 20:02 OLTRE 6 MESI FA

Cesare Prandelli

L’era di Prandelli è già iniziata, ma è tutta da costruire. Lippi aveva detto di non aver lasciato  “a casa dei fenomeni”, opinabile visti i risultati. Ma una cosa è certa lui in panchina ha lasciato il goleador della serie A, Pazzini, e si è ostinato a mettere in campo giocatori indubbiamente fuori forma. Il campanello d’allarme di questa Italia, che esce dal Mondiale nella maniera peggiore, doveva essere proprio quell’Inter, che ha sì vinto scudetto e Champions League, ma che l’ha fatto con tutti giocatori, o quasi, stranieri.

A Cesare Prandelli il compito di raccogliere i cocci, e magari partire proprio da quelle stelle che ancora non brillano completamente ma di luce ne fanno nel campionato italiano:  Balotelli e Cassano. Poi i giovani, quelli molto giovani, a cui l’ex tecnico della Fiorentina ha sempre dimostrato di porre attenzione. La nuova era è già cominciata, le date sono certe, gli obiettivi anche.

I paragoni si sprecano, con la Corea del ’66 o con Germania ’74, quando l’Italia fini’ un ciclo e si trovò a ricostruire da capo una generazione intera. Questo chiederà la Federcalcio a Prandelli. Abete, dopo aver parlato due volte con Lippi, stamattina si è intrattenuto a lungo con Gigi Buffon: sarà il capitano e la guida della nuova Italia, visto l’alto numero di giovani che saranno chiamati (anche se l’operazione alla quale si sottoporrà al ritorno in Italia lo terrà fuori per tutto il 2010 azzurro). Sirigu, più che Marchetti, l’altro nome per difendere la porta.

Tra i veterani ci sarà spazio anche per Pirlo e per De Rossi, che anagraficamente è a mezza via. E ovviamente per Gilardino, centravanti che Prandelli ha saputo valorizzare in viola. Più difficile la convivenza con Pazzini, costretto dalle scelte del nuovo ct a lasciare Firenze, un anno e mezzo fa. Ma Prandelli voleva Cassano in viola, quando sembrava che con la Samp fosse finita, e Cassano chiama Pazzini. L’altra scommessa sarà Balotelli: l’attaccante dell’Inter è il simbolo di un’Italia multietnica e soprattutto di una generazione anni ’90 che è la vera risorsa del futuro, più dell’ultima Under 21.

Montolivo è un altro giocatore chiave da Firenze, il centrocampo si arricchirà di giovani come Marchisio e Candreva. Chiellini, indica Cannavaro, è l’uomo da cui ripartire per la difesa, nonostante un Mondiale in deficit. Bonucci e Ranocchia sono i giovani del futuro, Santon va recuperato a una dimensione internazionale nel suo club, Bocchetti e Criscito gli altri nomi, oltre al viola Gamberini. Inoltre si riproverà Motta. Tra i giovanissimi, invece, i due nomi sono Ogbonna, anche lui figlio di un’Italia multietnica, e Schelotto.

Poi, ad accompagnare la nascita della nuova Italia, ci saranno probabilmente altre occasioni per Quagliarella o Giuseppe Rossi. L’eventuale ricorso a naturalizzati come Amauri, Thiago Motta, Taddei o Ledesma non potrà certo fare parte del progetto di Prandelli. ”Prandelli è un ottimo allenatore, ma dobbiamo abituarci all’idea che i ricambi sono pochi – ricorda a tutti Cannavaro – Oggi, non c’è una generazione come era la nostra, nei club e nella nazionale”. Anche per questo il Club Italia pensa a un piano di appoggio a Prandelli. Paolo Maldini aspetta da Miami una chiamata per dare una mano. L’11 agosto la prima uscita, in amichevole, con avversario ancora da definire. L’era Prandelli è cominciata, ma è ancora tutta da costruire.