Errori e nervi, la Roma naufraga in Champions

Pubblicato il 9 Marzo 2011 10:22 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2011 10:31

DONETSK (UCRAINA) – Tre schiaffi alla Roma, e la squadra di Montella è  la prima italiana che saluta la Champions, in una serata per metà paradossale e per l’altra da incubo. Perché i giallorossi, costretti a risalire la china dopo il ko all’Olimpico, in casa dello Shaktar hanno giocato, sbagliato, sprecato, e poi si sono lasciati sopraffare dal nervosismo e dalle ingenuità, come il secondo fallo che è costato il rosso a Mexes.

A conti fatti, la Roma scende, lo Shakthar prosegue la corsa. Come non le era mai riuscito nei sei tentativi precedenti, la squadra oggi allenata da Mircea Lucescu non solo ha raggiunto gli ottavi di Champions, ma ora approda ai quarti con uno squillante 3-0. Una qualificazione che i 50mila della Donbass Arena salutano per quello che è: un’impresa storica dei loro beniamini, recenti invitati al tavolo del calcio che conta. Per di più centrata contro un avversario che, all’atto del sorteggio, qui era stato visto come un ostacolo quasi insormontabile. Ed invece, nel doppio confronto, si è rivelato un gigante dai piedi d’argilla, stasera gelato dai -10 della ‘primavera’ ucraina e piuttosto nervoso. E che Montella priva di Totti, preferendogli Borriello. Una scelta che si rivelerà poco felice.

I primi 45 minuti la Roma non li gioca nemmeno troppo male. Ma tutti gli episodi le sono sfavorevoli. Incassato il gol di Hubschman al 18′ (tacco su cross di Willian), ai giallorossi è girato tutto storto. Dal rigore fallito da Borriello al 28′ (parata di Pyatov, ma il primo rigorista non era Pizarro?), al rosso per Mexes che al 41′ lascia la Roma in 10 per aver placcato Luiz Adriano. E qualche minuto prima il francese era stato graziato per uno sgambetto da dietro, sfuggito all’arbitro, sempre sull’attaccante brasiliano, abbastanza grave da giustificare il rosso diretto. Per non parlare della gomitata a freddo che De Rossi nel finale ha rifilato a Srna. Da prova tv. Rivelerà poi Lucescu, con ammirevole onestà, che il suo capitano se l’era cercato ‘deridendo’ l’Italia dopo lo svantaggio giallorosso.

Dato che non giustifica la caccia all’uomo di cui da quel momento il croato e’ stato fatto oggetto. Dopo De Rossi, prima Borriello con un’entrata a gamba tesa che poteva costare cara a Srna (anche qui Webb non ha visto, eppure era il vivo dell’azione), poi Riise con una scivolata dura che è costata il giallo. Nel frattempo, la Roma aveva creato e sprecato. Ancora Borriello (46′) sciupa un bel cross di Taddei, appoggiando al portiere di testa un pallone innocuo. La ripresa non è andata meglio. Costretta a passare al 4-4-1, la Roma ha arrancato alla ricerca almeno del pari, ma si è esposta alle folate dei brasiliani che trovavano praterie davanti a loro ad ogni ripartenza.

Intanto sul fronte giallorosso saliva il nervosisno, evidenziato dal fallaccio da rosso di Borriello su Srna. Le reti di Willian (13′, bel lob ad aggirare Doni) e di Eduardo (42′) sono state le ciliegine sulla torta di una serata perfetta per lo Shakhtar. Ma gia’ il 2-3 incassato all’Olimpico lo scorso 16 febbraio era suonato come un sonoro schiaffo in faccia alle certezze giallorosse. In panchina c’era Claudio Ranieri, agli ultimi giorni da tecnico della Roma. Poi il cambio e l’arrivo di Vincenzo Montella, ex compagno di spogliatoio per molti giocatori in campo a Donetsk. Una mossa che, se ha ridato vigore in campionato, nulla ha potuto in Europa. Troppi i danni dell’andata, troppe quelle tre reti incassate in 13 minuti su altrettanti contropiede, una delle specialità dello Shakhtar e delle sue velocissime punte brasiliane. Un copione che si è ripetuto. Del resto ci sarà un perché se i ‘Pitmen’ si sono sempre qualificati nelle sei occasioni in cui hanno vinto la gara di andata in trasferta. Ci sarà una spiegazione se questa squadra sul proprio terreno non perde da 54 partite e da 36 non subisce reti.

La Roma ha fatto quel che ha potuto con le forze che ha in questo momento, confuso in campo e fuori, con la transizione che sta vivendo nella proprieta’ ed alcuni giocatori chiave ancora ‘convalescenti’ dopo il cambio in panchina. Peccato per quei 6-7 milioni che avrebbe portato in dote il passaggio del turno, in un momento in cui anche perdere pochi euro è un lusso. Almeno, però, il calendario propone subito un’occasione di riscatto. Alle porte c’è  il derby. La Lazio è quarta, appena cinque punti più sù. Già domenica la Roma spera di riprendere il cammino verso la prossima sfida in Champions.