Euro 2012, Cassano: “Prandelli è un grande. Ho temuto per un altro biscotto”

Pubblicato il 20 Giugno 2012 13:16 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2012 13:33

Cassano (LaPresse)

CRACOVIA (POLONIA) –  Cesare Prandelli “un grande”, Balotelli uno che fa sfuriate ma anche “bravo ragazzo”, molto meno matto “di me alla sua età”. E poi la paura che Spagna e Croazia facessero un altro biscotto: “Quando gli spagnoli hanno segnato, io ho avuto paura: l’avevo già vissuta nel 2004….”. Antonio Cassano, protagonista di Italia-Irlanda con un gol, si confessa all’indomani della qualificazione. In un’intervista a Mediaset, nella mezza giornata di riposo, il numero 10 azzurro ha anche parlato della sua gaffe sugli omosessuali. “Non volevo offendere nessuno, solo ora ho capito la differenza tra certe parole”.

IL RITORNO: ”Quando sono stato male la priorita’ per me era tornare a vivere, poi ho fatto 3000 sacrifici per essere qui e immaginare che con un gol si potesse andare nei quarti era il sogno che avevo da quel giorno. Cresciuto? Non sono cresciuto. Sono alto un metro e una sciocchezza. Per segnare di testa non bisogna essere alti ma soprattutto furbi. Se trovi in squadra uno che calcia bene come Pirlo, ti muovi un attimo prima e freghi anche uno di due metri. Sono al 60-70%. Quando ti fermi per 5 mesi e mezzo ributtare benzina e’ dura. Ma sto aumentando minutaggio e condizione fisica. In questi 6 giorni cerchero’ di recuperare ma anche di lavorare per stare sempre meglio”.

PRANDELLI: ”L’era Prandelli e’ stata bellissima nei due anni, abbiamo fatto grande calcio. Abbiamo sbagliato solo una partita con la Russia, ma eravamo in preparazione. Il Ct e’ un grande. Con tutto il massacro che dopo la Russia ci hanno fatto, difficilmente trovi una persona cosi’ distesa come e’ stato lui. Da’ tranquillita’, serenita’, e’ una persona molto equilibrata”.

BALOTELLI E DI NATALE: ”Sono due giocatori molto diversi. Mario e’ un numero 9. Toto’ da’ piu’ profondita’, ci puoi giocare. Per me l’importante e’ che gioco io. Poi decidera’ Prandelli. L’altro giorno ho detto a Pirlo: ”Come vedi Balotelli, come me da giovane?” E Andrea: ”Anto’ tu non hai rivali, 10 a 0”. E’ un dilettante. Delle volte io esageravo in modi diversi. Fa delle sfuriate ma e’ un bravo ragazzo. Gli hanno messo questa etichetta che e’ un pazzo scatenato”.

LO SFOGO DI SUPERMARIO: ”Non so se per Mario tutta questa rabbia sara’ utile. Per me e’ stata un’arma a doppio taglio. Quando le cose andavano bene, ok. Quando andavano male sangue e lacrime. Tornando 10 anni indietro rifarei quasi tutto della mia vita, tranne le cose dell’era Capello, molto dura. Gli ho fatto passare le pene dell’inferno, ma gli voglio bene. Il Ct e’ un grande. Con tutto il massacro che dopo la Russia ci hanno fatto, difficilmente trovi una persona cosi’ distesa come e’ stato lui. Da’ tranquillita’, serenita’, persona molto equilibrata.

LA PAURA DEL BISCOTTO: ”Avevo paura del biscotto quando la Spagna ha segnato. Ci ero passato gia’ nel 2004. E’ andata bene. Ne abbiamo parlato anche troppo. Noi italiani se non abbiamo problemi ce li creiamo da soli, facciamo polemiche.

LE AVVERSARIE POSSIBILI: ”La Francia ha voglia di riscatto, l’Inghilterra ha avuto problemi nel dopo Capello, l’Ucraina gioca in casa. Eviterei la Francia. Se dovessimo affrontarla preferirei che Ribery avesse la febbre. Nell’Inghilterra c’e’ Rooney, che dopo Messi e Cristiano Ronaldo reputo il migliore al mondo. Insomma ai quarti saremmo contenti di beccare l’Ucraina. L’unica squadra che ho visto superiore e’ la Spagna, ma ce la possiamo giocare con tutte e poi la palla e’ rotonda

LEADER E CORSA: ”Per me i leader sono quelli che corrono piu’ degli altri, quelli umili, quelli disponibili. Io non sono cosi’, al massimo come dice il Ct posso essere un leader tecnico”.

IL MILAN E IL FUTURO: ”Sono contento che Thiago Silva rimanga, e’ il nostro giocatore piu’ importante: e’ stato un atto d’amore del nostro presidente. Berlusconi e’ la nostra forza: se decide che dobbiamo vincere, allora vinciamo. Sul mio futuro in rossonero vedremo dopo l’Europeo, perche’ dipende da me, ma anche dalla societa’, o comunque da entrambi. Per quanto riguarda la Sampdoria, Genova e’ casa mia: un giorno mi piacerebbe tornarci a giocare, altrimenti faro’ il tifo da fuori”.

Disteso e allegro nell’intervista a Mediaset, Antonio Cassano aveva avuto pero’ un momento di nervosismo nel pomeriggio, nell’albergo dove alloggiano i familiari degli azzurri e molti giornalisti. Mentre era al bar, la presenza di un cronista della Gazzetta dello Sport e di una telecamera di un’altra testata hanno provocato la reazione risentita del giocatore, accresciuta poi da un equivoco sulla risposta ricevuta. A placare Cassano e’ stato l’intervento di Ignazio Abate, presente anche lui con la famiglia.