Euro 2012. Danimarca, la rosa: Eriksen, Bendtner, Agger le stelle

Pubblicato il 26 maggio 2012 14:17 | Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2012 14:17

Vordingborg (Danimarca) – Morten Olsen e’ nato il 14 agosto 1949 a Vordingborg (Danimarca). E’ stato uno dei piu’ grandi calciatori danesi di sempre: ha vestito per 102 volte la maglia della Nazionale maggiore, dal 1970 al 1989, realizzando anche 4 reti; con la sua Nazionale ha preso parte al Mondiale di Messico ’86, il primo disputato dal suo paese, totalizzando 4 presenze. La sua carriera agonistica, ruolo difensore centrale, inizia nel club del suo paese natale.

Quindi il passaggio al B 1901 (dal 1970 al 1972), al Cercle Bruges (dal 1972/73 al 1975/76), da qui al Rwd Molenbeek (dal 1976/77 al 1979/80) e poi all’ Anderlecht (dal 1980/81 al 1985/86, dove vince tre scudetti belgi nelle stagioni 1980/81, 1984/85 e 1985/86, una supercoppa belga nel 1985, ed una Coppa Uefa, nel 1982/83).

Ha chiuso la carriera da giocatore militando in Bundesliga, nel Colonia, dal 1986/87 al 1988/89. La carriera da tecnico inizia nel 1990 con il Brondby, dove resta fino al 1992 conquistando due scudetti (1990 e 1991); ha guidato il Colonia dal 1992/93 al 1995/96 e poi l’Ajax dal 1996/97 al 1997/98, vincendo uno scudetto ed una coppa olandese, entrambi nel 1997/98. Dopo la deludente esibizione della Nazionale agli Europei 2000 in Belgio/Olanda, Morten Olsen e’ stato nominato ct della Danimarca, che ha guidato ai Mondiali di Corea/Giappone 2002 e Sudafrica 2010, nonche’ agli Europei di Portogallo 2004 ed ora di Polonia/Ucraina 2012.

Questa la probabile lista dei 23 giocatori convocati dalla Danimarca per Euro 2012. PORTIERI: Thomas Sorensen (Stoke City/Ing), Stephan Andersen (Evian/Fra), Anders Lindegaard (Manchester United/Ing). DIFENSORI: Lars Jacobsen (Copenaghen), Daniel Wass (Evian/Fra), Daniel Agger (Liverpool/Ing), Simon Kjaer (Roma/Ita), Andreas Bjelland (Nordsjelland), Simon Poulsen (Alkmaar/Ola), Jores Okore (Nordsjaelland).

CENTROCAMPISTI: Christian Poulsen (Evian/Fra), Jakob Poulsen (Midtjylland), William Kvist (Norimberga/Ger), Niki Zimling (Brugge/Bel), Thomas Kahlenberg (Evian/Fra), Christian Eriksen (Ajax/Ola), Michael Silberbauer (Young Boys/Svi), Lasse Schoene (Nijmegen/Ola). ATTACCANTI: Dennis Rommedahl (Broendby), Nicklas Bendtner (Sunderland/Ing), Michael Krohn-Dehli (Broendby), Tobias Mikkelsen (Nordsjelland), Nicklas Pedersen (Groningen/Ola). ALLENATORE: Morten Olsen.

Storia della Federazione e palmares: La Federazione di calcio danese e’ stata fondata nel 1889, e’ affiliata alla Fifa dal 1904 e alla Uefa dal 1954. La Nazionale maggiore di Danimarca ha vinto nel corso della propria storia 3 titoli: la prima edizione assoluta dei Giochi Olimpici (1896), il campionato Europeo per nazioni (1992) e la Confederations Cup (1995).

– Cosi’ nei precedenti Europei: La Danimarca partecipa alle fasi finali europee per la ottava volta: si e’ laureata campione continentale nel 1992, a sorpresa, dal momento che non doveva neppure prendervi parte, ma venne ripescata in seguito all’esclusione della Jugoslavia per cause belliche. Si ricorda anche un quarto posto a Spagna ’64, con i danesi battuti nella finale di consolazione dall’Ungheria per 3-1 dopo i tempi supplementari. Nelle edizioni 1988, 1996 e 2000 non ha superato i gironi di prima fase, mentre nel 2004 si e’ arresa ai quarti di finale (0-3 contro la Repubblica Ceca) e nel 1984 in semifinale (4-5 nella serie dei rigori contro la Spagna, 1-1 al 90′ e 120′). Il bilancio globale vede 6 vittorie, 6 pareggi e 12 sconfitte in 24 incontri totali disputati, con 26 reti fatte e 38 subite. Il pluripresente danese e’ Peter Schmeichel (13 gettoni). Quattro i capocannonieri, con 3 gol ciascuno: Arnesen, Larsen H., Laudrup B. e Tomasson. La Danimarca e’ la Nazionale che ha perso piu’ partite nella storia degli Europei: 12 su 24. – Cosi’ nelle qualificazioni a Polonia-Ucraina 2012: La Danimarca si e’ qualificata per gli Europei di Polonia/Ucraina 2012 chiudendo al primo posto il gruppo H con 19 punti, precedendo nell’ordine Portogallo e Norvegia (entrambe a 16), Islanda (4) e Cipro (2). Nelle 8 gare giocate il bilancio danese e’ stato di 6 vittorie, 1 pareggio ed 1 sconfitta, con 15 reti realizzate e 6 incassate. Le 6 vittorie sono arrivate contro: Islanda (1-0 in casa e 2-0 in trasferta), Cipro (2-0 interno e 4-1 esterno), Norvegia (2-0 casalingo) e Portogallo (2-1 casalingo). Il pareggio e’ stato ottenuto contro la Norvegia (1-1 fuori casa). La sconfitta contro il Portogallo (1-3 esterno). I giocatori con il maggior numero di presenze sono stati tre: Christian Eriksen, Lars Jacobsen e Denis Rommedahl, ciascuno con 8 gettoni a testa. I migliori marcatori Bendtner e Rommedahl, con 3 centri a testa. – Cosi’ a Euro 2012: La Danimarca è inserita nel girone B con Germania, Olanda e Portogallo. Il debutto agli Europei della selezione danese avverrà il 9 giugno, alle ore 18.00, a Kharkov contro l’Olanda. Seconda gara contro il Portogallo, il 13 giugno alle 18.00 a Lvov. Ultimo impegno del girone contro la Germania, il 17 giugno alle 20.45, ancora a Lvov.

Piccole stelle del firmamento europeo. Morten Olsen, a meta’ tra tradizione danese e filosofia olandese, non sara’ certo contento di chi parla di individualita’ per la sua Danimarca. D’altra parte, i tempi dei fratelli Laudrup sono un lontano ricordo. Ma non c’e’ dubbio che per uscire dall’anonimato e sperare di invertire i pronostici dell’Europeo, alla Nazionale danese siano necessari i gol di Niklas Bendtner. Facile a dirsi, piu’ difficile da realizzarsi. Scomparso dal panorama della Nazionale biancorossa Tomasson, il peso del gol e’ tutto sulle spalle del giovane attaccante della Premier League. In Inghilterra Bendtner e’ sempre stato sulla soglia dell’esplosione, senza mai affermarsi definitivamente. E qualcuno comincia a sospettare, se proprio nell’Arsenal dei giovani talenti Arsene Wenger non ha trovato per lui la giusta collocazione, e l’attesa consacrazione. Arrivato a fine contratto con i Gunners, neanche il Sunderland, al quale e’ andato in prestito, sembra intenzionato a confermare fiducia al 24enne attaccante. Pesa – piu’ che le notti brave, che lo portarono anche a chiedere pubblicamente scusa per l’ubriachezza – la scarsa continuita’ e l’eccesso di egoismo che spesso i compagni gli rimproverano in campo. Non corrispondente, peraltro, alla media gol. E si’ che per caratteristiche tecniche – forza fisica e capacita’ di movimento, senso del gol e apertura degli spazi – il suo profilo corrisponde a quell’attaccante moderno che molti allenatori sognano. Sull’onda del gol decisivo per la qualificazione a Euro 2012, a Copenaghen contro il Portogallo, ora il bomber danese ci riprova. E’ il suo primo Europeo, poi si vedra’. In una delle ultime interviste della stagione, Bendtner ha confessato di voler seguire in Russia l’ex compagno dell’Arsenal Andrei Arshavin. La pista dei soldi, insomma. Sarebbe un esilio dorato. Chissa’ se da vincente o da sconfitto.

La guida il Ferguson delle Nazionali, Morten Olsen. Si affida a gol ed estri di un giovane talento dell’attacco come Niklas Bendtner, che in Premier League si e’ sempre fermato alle soglie del successo. La sua forza e’ nel sistema di gioco, cosi’ consolidato che gran parte del calcio danese lo pratica nella sua serie A, un 4-3-3 standardizzato. La Danimarca e’ l’outsider del ‘girone della morte’, quello con Germania, Olanda e Portogallo. E dunque di tutto Euro 2012. Sono lontani i tempi dell’incredibile successo di Svezia ’92, quando i danesi furono richiamati dalle vacanze per l’esclusione della Jugoslavia e arrivarono fino in fondo, alla vittoria. Quella Danimarca era figlia della grande squadra degli anni ’80, in cui forza fisica e freschezza atletica si unirono felicemente alla tradizione tattica olandese. Oggi il calcio danese e’ tornato indietro, vive nelle retrovie dell’Europa, e non solo per la mancanza di talenti di spicco. Il girone di qualificazione ha offerto segnali in controtendenza: va bene che i rivali erano Cipro, Norvegia, Islanda. Ma c’era anche il Portogallo di Cristiano Ronaldo, costretto a ricorrere agli spareggi per staccare il biglietto per Polonia e Ucraina. La partita fondamentale e’ stata la vittoria di Copenaghen sui lusitani, 2-1 nell’ottobre 2011, con gol di Bendtner. Ma un risultato non cambia i rapporti di forza. ‘Grillo’ Olsen, mitico capitano dalle 100 presenze in Nazionale e ora ct da 12 anni – vero record di longevita’ per una panchina non di club – sa bene che dall’8 giugno in poi non bastera’ quella Danimarca. Anche per questo ha chiesto ai suoi ragazzi massima concentrazione, e lo ha fatto con un divieto ‘retro” per la moderna Danimarca: niente Facebook e niente Twitter in stanza per i giocatori, durante il ritiro. Meglio evitare di disperdere energie, la motivazione ufficiale, tra i mugugni dei giocatori e dei loro sponsor personali, ma anche dei politici di Copenaghen. Facile che dietro il divieto ci sia la paura che emergano i dubbi interni alla squadra. Chiusa la carriera di Tomasson, le sorti dell’attacco oltre che a Bendtner sono affidate a Dennis Rommendhal. Il resto della squadra e’ un misto di esperienza internazionale (Agger, Kjaer, Poulsen) e di giovani di discrete speranze. ”Ma la nostra vera garanzia e’ Olsen – dice il portiere Sorensen – e’ un ct che sa come guidarci e come farsi rispettare”. Il problema, pero’, e’ guadagnarsi il rispetto dell’Europa in un girone terribile.