L’Europeo finisce come era iniziato, con la Spagna. Ma con molte certezze in più

Pubblicato il 29 Giugno 2012 20:49 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2012 20:49

Mario Balotelli e Antonio Cassano

KIEV – Stavolta non c’è seconda chance, stavolta non si può pareggiare, stavolta sarà tutto diverso. L’Europeo dell’Italia è iniziato contro i campioni in carica della Spagna e finirà domenica contro la Spagna. Due settimane fa fu un pareggio fatto di un primo tempo discreto e un po’ di sofferenza finale, un 1-1 che alla fine andava bene a entrambi. Domenica sarà tutto diverso: dalla posta in palio alle motivazioni passando per le tattiche.

Sarà certamente diversa l’Italia di Cesare Prandelli che questo Europeo l’ha cominciato in modo timido rischiando di uscire nel girone e lo sta finendo da gigante con un gioco che, a detta di uno che di partite ne ha viste tante, Mario Sconcerti, nel dopoguerra dalla Nazionale non si era mai visto.

Sarà diversa anche come atteggiamento tattico: l’Italia dell’esordio era timida e “incerottata”. Si presentò sul campo con la difesa a tre e De Rossi al centro della difesa cercando soprattutto di contenere gli spagnoli. Compito svolto bene anche perché Vicente Del Bosque ha dato una mano agli azzurri presentandosi con un modulo senza centravanti, con una Spagna che cercava di tenere il pallone ma non pungeva. L’Italia quella partita l’ha giocata alla pari, in qualche tratto anche meglio. Ora servirà di più, perché una finale è un’altra cosa.

Certo quindi che l’Italia giocherà con la difesa a quattro, quella con cui ha fatto le cose migliori e ha iniziato a vincere le partite in questo europeo. Rispetto alla semifinale, infermeria permettendo, di ritocchi ce ne saranno pochi: intoccabile il centrocampo con Marchisio, De Rossi, Montolivo e Pirlo, intoccabile la coppia d’attacco Balotelli Cassano, intoccabile e quasi inviolabile la porta di Gigi Buffon. Qualcosa, forse, potrà cambiare sugli esterni.

La notizia del giorno è che sembra diventata intoccabile anche la panchina di Cesare Prandelli. Il ct azzurro, infatti, è  andato in conferenza stampa per iniziare a togliersi qualche sassolino dalla scarpa e a dire che sono stati mesi difficili ma che non ha pensato mai di lasciare la Nazionale. Da qui all’ufficialità di un rinnovo ce ne corre, ma l’avventura sembra destinata a continuare. A prescindere da come finirà domenica sera.

Purtroppo domenica di fronte non avremo la Germania, squadra che con noi quando le partite contano è abituata a perdere e che comunque, come sistema di gioco, come avversario, forse si adatta meglio alle nostre caratteristiche. Ci sarà invece la a Spagna alle finali oramai è abituata e non le sbaglia mai. Non ha sbagliato in Sudafrica come non aveva sbagliato nel 2008 contro la Germania. La speranza è che sbagli qualcosa domenica. Ma forse, anche no. Questa nazionale fino ad ora ha dimostrato di poter vincere perché è più forte. Anche di chi per tifosi, analisti e bookmakers doveva essere più forte di lei.