Euro 2012, Spagna-Portogallo ha il sapore di Barcellona-Real

Pubblicato il 26 Giugno 2012 14:06 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2012 14:15

Cristiano Ronaldo e Sergio Busquets (LaPresse)

MADRID (SPAGNA) – Una partita nella partita, derby per entrambe. Ed in semifinale, per giunta. L’ attesa per Spagna – Portogallo non lascia scampo a nessuno, dai giocatori ai tifosi rimasti in Spagna, che hanno riempito le città di bandiere gialle e rosse. Senza dimenticare il Parlamento, che spera -lo assicurò il premier Rajoy all’ inizio dell’Europeo- in una vittoria delle furie rosse per dare “un pò d’allegria” ad un Paese in un tunnel senza uscita.

E ad aumentare le tensioni della vigilia ci si mettono i commenti su quello che sarà una riproposizione in miniatura del “clásico” della Liga, con 14 giocatori in ballo tra Barcellona e Real Madrid. Uno Spagna-Portogallo che, sulla carta, non dovrebbe spaventare troppo La Roja. Ma con un Cristiano Ronaldo con fame di gol e di pallone d’ oro, nessuno può sentirsi al sicuro, ripete la stampa iberica. Neanche Iker Casillas, che il portoghese non è mai riuscito superare. Anche se questa volta gioca a fianco di Nani, che finalmente ha trovato il suo posto in una nazionale che migliora partita dopo partita.

La stampa lusitana, peró, nonostante coccoli il suo campione, non mostra grande sicurezza. “Il piú pericoloso della Spagna? Platini”, dicono i giornalisti che non hanno apprezzato le dichiarazioni del francese sulla sua preferenza per una finale Spagna-Germania. Anche perché, ricordano, fece proprio lo stessa pronostico per lo scorso Europeo. Anche se Del Bosque dice che farlo “è una scemenza”, i media e i tifosi spagnoli sono invece troppo occupati a scovare tutti i dettagli di una partita in cui Real Madrid e Barcellona saranno piú presenti che mai. Tanto che qualche “aficionado” madrileno assicura che avrà il cuore diviso tra la nazionale e CR7.

Saranno 8 -panchine comprese- gli uomini di Mourinho in campo per la semifinale, mentre 6 i ragazzi della squadra catalana. Tutti con la maglietta rossa, peró. Dettaglio importante, questo, perché del Barca nella squadra spagnola c’è il marchio di fabbrica, il “tiki -taka” (come lo battezzò Guardiola), il gioco che ingabbia l’ avversario in una rete di passaggi fino al guizzo che risolve la partita. E proprio per questo, nonostante ci sia gente come Fabregas, Torres o l’ amatissimo ‘folletto’ Pedro, si lamenta l’ assenza di colpi di genio che risolvano le situazioni piú complicate. Di Messi, insomma, o di un Villa che piú di uno ha rimpianto nella gara contro la Francia nonostante la sicurezza mostrata dalla squadra. Proprio in questo derby nel derby si ritrovano, faccia a faccia, il pilastro della difesa spagnola e catalana e la stella del Portogallo e dei “merengues”: Gerard Piqué e Cristiano Ronaldo.

Il centravanti lusitano è andato a segno solo in cinque (una su rigore) delle 16 occasioni in cui si è trovato davanti il centrale catalano, in splendida forma durante tutta la stagione e ancora di piú da quando deve portare sulle spalle il peso della difesa spagnola. Ci penserà lui, quindi, a tenere a bada lo spauracchio de La Roja, squadra che, ha assicurato Xabi Alonso, non cambierà il suo stile per mettere i bastoni tra le ruote a CR7. Continuerà, ha aggiunto proprio Piqué in un’intervista a SPORT, a seguire il piccolo grande segreto del suo gioco: “quando la palla ce l’abbiamo noi, non ce l’ hanno gli avversari”.