Europa League si tinge di azzurro: Atalanta, Lazio e Milan ai sedicesimi

Pubblicato il 23 novembre 2017 23:35 | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2017 23:35
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Europa League, l’Atalanta festeggia la qualificazione (Ansa)

ROMA – L’Europa League si è tinta di azzurro, Atalanta e Milan hanno raggiunto la Lazio ai sedicesimi di finale della seconda competizione europea per club. I biancocelesti avevano conquistato la qualificazione con due turni di anticipo, nerazzurri e rossoneri sono riusciti nell’impresa con due poker memorabili.

Spettacolo Atalanta, “manita” all’Everton

Rompere il tabù trasferte e quello di una squadra inglese mai battuta dalle italiane a domicilio: missione compiuta. Se Cristante può buttarsi negli spazi su azione e da palla inattiva, riuscendo a metterci il piede e la testa nella stessa nottata di coppa e, per soprammercato, Cornelius fa lo stesso nel finale, per l’Atalanta a Goodison park la certezza dei sedicesimi di finale è scontata.

Al netto dei due o tre momenti di sofferenza abbastanza acuta, che nella seconda metà provoca la timida riapertura delle speranze del già condannato Everton. Ma nel gioco degli scontri diretti e della differenza reti, per sopravanzare il Lione in testa al Group E di Europa League a Reggio Emilia sarà sufficiente il pareggio. Basta una vampata per chiudere i conti con una qualificazione comunque scontata anche alla vigilia: Cristante chiama la profondità a destra a Castagne, che quasi dal fondo gli restituisce palla con la complicità del velo di Petagna e del rinvio corto di Williams, su misura per il radente mancino a fil di primo palo del centrocampista scuola Milan in prestito dal Benfica.

Ma l’Atalanta deve mangiarsi le mani dal dispetto per quanto si complica la vita, perché in avvio di ripresa Cristante sul lungolinea di Petagna fende la difesa, trovando il fallo di Williams e Gomez dagli 11 metri si fa ipnotizzare da Robles, con Freuler che si fa respingere la conclusione successiva in mischia.

Il forcing, però, è di quelli tosti: al 4′ Gomez impegna nella presa a terra il guardiano di casa, due corrette di cronometro e sull’angolo dello stesso ‘Papu’ prima Williams rischia l’autorete di testa, Kenny respinge sulla linea il tentativo di insaccata dell’autore del rompighiaccio e l’accorrente de Roon spedisce alto.

Arriva l’archiviazione virtuale della pratica, con il trequartista tattico del ‘Gasp’ a indovinare l’incornata in torsione (18′) spalle alla porta sul tiro dalla bandierina a rientrare dalla sinistra del leader argentino dei bergamaschi, che per una volta arrotonda l’estremità preferita.

Non è finita, ma quasi: al 26′ Rooney azzecca il lancio per Mirallas sulla destra, sul traversone basso arriva a rimorchio Ramirez che insacca il diagonale dopo un controllo rapido.

Al 33′ Petagna riceve dal Papu ma il suo mancino è centrale e fiacco, intorno al quarantesimo i brividi residui: Baningime apre per Ramirez e Berisha alza in corner, poi Keane prende la traversa sull’ammollo di Rooney ma ci sono fuorigioco e fallo.

Niente paura, nel finale l’Everton è sulle ginocchia: 41′, solito corner di Gomez, Vlasic rinvia ma al volo Gosens fa il terzo da fuori con l’aiuto del palo, poi la doppietta di Cornelius che fa secco Feeney dentro l’area superando di destro Robles e quindi insacca di testa sulla fotocopia nel recupero del 2-1.

Il Milan ha travolto l’Austria Vienna a San Siro

Il Milan mette al sicuro un posto ai sedicesimi di Europa League in rimonta, facendo il pieno di gol (5-1) e rimediando al pasticcio iniziale che rischiava di rendere imbarazzante la serata, sotto gli occhi di Kakà, ospite speciale corteggiato per un ruolo nella nuova società.

Complice il 2-2 fra Aek Atene e Rijeka, i rossoneri chiudono primi il girone D, l’ultimo turno (7 dicembre a Fiume) sarà una formalità e Vincenzo Montella può concentrarsi sulla rincorsa in campionato: da qui a gennaio è vietato sbagliare, e per questo sarebbe utile sbloccare chi come André Silva continua a brillare solo in coppa, e correggere i difetti comunque mostrati contro un avversario piuttosto modesto.

Da mani nei capelli è il gol del vantaggio di Monschein, che al 21′ approfitta di una doppia topica di Bonucci (uscito a 10′ dalla fine per un fastidio muscolare) e Donnarumma. Per fortuna di Montella, l’Austria Vienna è meno solido dell’Aek Atene, che tre settimane fa ha strappato lo 0-0 a San Siro. Soprattutto in difesa.

Così a turno si trovano liberi di segnare senza troppi affanni Rodriguez (27′), André Silva (al 36′) e Cutrone, che al 42′ sfrutta uno dei numerosi cross di Borini. Nella ripresa completano le doppiette personali André Silva, all’ottavo gol in questa Europa League, in attesa di rompere il digiuno in Serie A, e Cutrone, che conferma il proprio stato di grazia. Archiviata la prima promozione, il Milan attende notizie sull’altro esame europeo, il voluntary agreement, ben più complicato da superare visto che il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, intervistato da Repubblica si è detto “preoccupato”.

Un ennesimo colpo dopo i dubbi sulla proprietà cinese, sollevati dalla stampa anche internazionale. “Se ne scrivono di tutti i colori. Come ha twittato il presidente Berlusconi, abbiamo una proprietà che fino ad adesso ha rispettato tutte le scadenze”, taglia corto il ds milanista Mirabelli, esplicitando l’invito a Kakà: “E’ rimasto nel cuore dei tifosi rossoneri, gente come lui avrà sempre una porta aperta nel Milan”.

“Devo ancora decidere cosa fare da grande” ha spiegato dopo l’incontro con Fassone in mattinata il brasiliano, 35 anni, gli ultimi tre spesi a Orlando, dove potrebbe aver chiuso la carriera da calciatore, o forse no: “So di avere un’opportunità di stare vicino al Milan, è molto bello ma prima devo decidere se giocare o no, e se non gioco devo decidere cosa fare”.

Intanto si è goduto di nuovo l’abbraccio di San Siro. Anche senza l’atmosfera della Champions dei suoi tempi, si è emozionato per gli applausi e i cori dei neanche 18mila spettatori.

Lazio già qualificata, pareggio indolore contro il Vitesse

La Lazio, già sicura dei sedicesimi, pareggia contro il Vitesse (1-1), nella quinta partita della fase a gironi dell’Europa League. La squadra di Simone Inzaghi, reduce dalla sconfitta nel derby contro la Roma, ha pure rischiato il secondo tracollo consecutivo, quando al 13′ Linssen ha portato in vantaggio gli olandesi, su un assist di Mount.

Molto bello il gol del vantaggio, addirittura formidabile la rete del pareggio realizzata da Luis Alberto al 42′, con una conclusione al volo su cross da destra a sinistra di Basta. Prima nel Gruppo K, con un largo margine di vantaggio, la formazione biancoceleste è scesa in campo con uno schieramento imbottito di ragazzi della Primavera e qualche elemento – come Nani – ancora alla ricerca di un posto fisso fra i titolari.

La Lazio non ha premuto più di tanto sull’acceleratore, badando più che altro a non prenderle e alla fine – fra le due compagini in campo – sono stati gli olandesi a cercare con maggiore convinzione la vittoria, anche per coltivare ancora una qualche speranza di approdare ai sedicesimi di finale.

Ma non c’è stato nulla da fare, perché il Nizza ha vinto contro i belgi del Waregem, grazie a una doppietta di Balotelli, conquistando la qualificazione. In un Olimpico semideserto, nell’atmosfera ovattata della serata romana, poco altro da segnare, se non l’infortunio muscolare di Nani, costretto a uscire dal campo 9′ della ripresa (gli accertamenti valuteranno l’entità del danno subito) e l’esordio assoluto di Miceli, classe 1999, subentrato a Basta a soli 4′ dal 90′.

L’altro esordiente della serata, Palombi, è invece stato messo in campo da Inzaghi fin dal primo minuto, nel ruolo di centravanti.

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