Eusebio è morto: Cristiano Ronaldo e Sandro Mazzola lo ricordano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 gennaio 2014 13:38 | Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2014 13:39
Eusebio è morto: Cristiano Ronaldo e Sandro Mazzola lo ricordano (LaPresse)

Eusebio è morto: Cristiano Ronaldo e Sandro Mazzola lo ricordano (LaPresse)

ROMA – Il mondo del calcio ricorda Eusebio, ex campione del Benfica scomparso ieri notte, con messaggi e testimonianze.

Per sempre eterno. Riposa in pace”. Cristiano Ronaldo ha voluto subito rendere omaggio al grande Eusebio, morto la scorsa notte a Lisbona, postando questa frase su Twitter insieme con una foto che li ritrae insieme, quasi abbracciati.

Tra pochi giorni, l’attaccante portoghese del Real Madrid, considerato l’erede di Eusebio, potrebbe ricevere il suo secondo Pallone d’Oro, superando così la Pantera Nera, che lo vinse una volta, nel 1965.

“Eusebio lo rivedo quasi in lacrime dopo la finale di Coppa Campioni ’65 vinta dall’Inter sul Benfica a San Siro. Lui e i suoi compagni non volevano lasciare il campo, guardavano la gente lasciare gli spalti, mentre noi festeggiavamo”. E’ uno dei ricordi di Sandro Mazzola legati al fuoriclasse del Benfica morto la scorsa notte, che secondo la bandiera dell’Inter era “un attaccante completo, forte di fisico, grande tecnica, intelligente. Sapeva fare tutto ed è stato uno dei più grandi, In più era anche molto simpatico”.

“L’ho incontrato sia con l’Inter, sia con la nazionale e mi ha fatto sempre grande impressione – ha detto Mazzola all’Ansa -. Una volta abbiamo giocato insieme e ho capito ancora di più di lui: per i 70 anni di Zamora facevamo parte di una selezione Resto d’Europa contro la Spagna, dove io ero centravanti e lui ala. Io avevo studiato un movimento per superare la difesa in linea degli iberici, ma nell’applicarlo mi resi conto che Eusebio non lo sapeva; come per incanto, ritrovai il pallone davanti a me, lui aveva capito tutto anche senza parlare. Era davvero un grande”.

Non ha mai giocato in Italia, ma nel 1966 Eusebio, scomparso oggi, fu vicino al Napoli, anche se solo nella finzione cinematografica. L’idea di fantamercato spuntò fuori in “Operazione San Gennaro”, il film di Dino Risi che immagina un audace furto del tesoro di San Gennaro.

Nel film il capo della banda, Dudù, interpretato da Nino Manfredi, va in chiesa per chiedere al santo il permesso di rubare il suo tesoro per usarlo per il bene di Napoli. Tra le proposte che Manfredi fa a San Gennaro per usare al meglio i trenta miliardi di valore del tesoro c’è, oltre a un esilarante “ponte sospeso tra Napoli e Capri”, anche l’acquisto di Eusebio che “ci farà vincere la Coppa dei Campioni”.

Alla fine il furto nella finzione cinematografica va a segno ma il tesoro viene poi restituito alla chiesa, facendo così svanire anche il sogno di portare Eusebio a Napoli.