Eziolino Capuano, ct Arezzo “Checca cioè gay? Non sapevo”. Ci fa o ci è?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 novembre 2014 12:58 | Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2014 13:06
Eziolino Capuano, ct Arezzo "Checca vuol dire gay? Non lo sapevo"

Eziolino Capuano

AREZZO – “Checca vuol dire gay? Non lo sapevo”. Eziolino Capuano, tecnico dell’Arezzo in Lega Pro, si giustifica dopo la frase pronunciata alla sconfitta con l’Alessandria. O almeno ci prova. A sua discolpa, che vorrebbe totale infatti non chiede scusa a nessuno, porta una asserita non conoscenza dell’ovvio. Dice che “checca” era per lui un termine calcistico e che proprio non sapeva fosse sinonimo di omosessuale. Sarà, ma alzi la mano chi in Italia sa cosa vuol dire “checca” e cioè gay. Circa sessanta milioni di mani, bambini e extra comunitari compresi. Ah, no sessanta milioni meno uno: Eziolino Capuano che non lo sa. Ci fa o ci è?

Capuano in un’intervista ha detto a Francesco Saverio Intorcia su Repubblica:

“«Sono basito, si è montato un caso sul nulla. Perdo una gara in contropiede al 93’ e con l’uomo in più, dico che in campo ci vogliono le palle e non le checche, e viene il finimondo. Un’esternazione a caldo a una radio, manco in conferenza»”.

E poi ha precisato:

“«Neanche lo sapevo che quella parola vuol dire gay! Giuro sui miei figli! Sono ignorante, ignorantissimo se volete, ma per me è solo un termine calcistico, indica un giocatore molle in mezzo al campo. Quando Lippi sostiene che non si gioca con le signorine va tutto bene, ma cos’ho detto io di strano da essere attaccato a livello mondiale? Impazzisco»”.

Ma Capuano non si scusa:

“«Non volevo offendere nessuno. Sono dispiaciuto, neanche devo scusarmi: si scusa chi commette un errore, mi dite io che errore ho fatto? Dopo una gara adrenalinica ho usato solo un termine calcistico per rimproverare un atteggiamento dei miei giocatori, mai pensato venisse interpretato come un’offesa sessuale. Sono una persona onesta e leale. Trovo scorretto offendere qualcuno, non lo farei mai»”.

E ribadisce che sulla Treccani il termine “checca” non è sinonimo di gay:

“«Ce l’ho qui, la sfoglio. Mi sto documentando perché da due giorni sono bersagliato. Controlli anche lei, “checca” al massimo indica l’atteggiamento effeminato, ma il calcio è fatto per maschi o per donne? Io ho solo detto che ci vogliono le palle, più aggressività, non si può perdere in contropiede con l’uomo in più a tempo scaduto. Nel calcio, quella parola indica un atteggiamento mentale, un’interpretazione della partita, di non grande intensità. Sa cosa le dico? L’Italia va a rotoli, e da due giorni parliamo dell’esternazione di un allenatore dopo una partita persa al 93’»”.