Capello: “Roma agli americani? Sarebbe un bene per il calcio italiano”

Pubblicato il 31 Gennaio 2011 15:12 | Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2011 15:12

Fabio Capello

ROMA – ”Una Roma in mano agli americani? Sarebbe importante per il calcio italiano. Sarebbe importante per quanto ho visto qui in Inghilterra con l’arrivo di stranieri come arabi e russi. Hanno fatto crescere il calcio inglese, le risorse sono importanti”. Il ct dell’Inghilterra e tecnico dell’ultima Roma tricolore, Fabio Capello, benedice il possibile acquisto del club giallorosso da parte di compratori a stelle e strisce.

Allo stesso tempo Don Fabio si dice scettico su di un possibile  ritorno da dirigente nella capitale del suo collaboratore Franco Baldini: “Non lo so, ha un contratto con la federazione inglese e non mi risulta per quanto sappia e per quanto mi abbia confidato”.

Ai microfoni di Gr Parlamento la politica nel pallone, Capello parla del futuro di Totti: ”È un giocatore che quando riceve la palla a 30 metri dall’area di rigore è sicuramente il più bravo in Italia e tra i più bravi in Europa. Bisogna conoscere bene le sue condizioni fisiche. Con il calcio attuale non è  ipotizzabile non potersi allenare bene tutti i giorni”. Capello, però, esclude con un secco “è un uomo da Roma” un  possibile futuro lontano dalla capitale per il capitano.

Capello parla anche del campionato dove vede quattro squadre in lotta: ”Sono in quattro per lo scudetto comprese Roma e Napoli oltre all’Inter e al Milan che vedo più avanti. Si concluderà tutto all’ultimo respiro”. Campionato italiano ancora il più bello del mondo? ”Sinceramente dico di no, ho i miei dubbi. Senza risorse non si va da nessuna parte, noi siamo diventati la terza forza dopo Inghilterra e Spagna”.

Conclusione sull’Inter: perché mai nessun matrimonio tra Capello e i nerazzurri? ”La domanda – assicura il Ct dell’Inghilterra – va fatta a Moratti che fa le sue scelte. Ne avete parlato lo scorso giugno? Sì, abbiamo fatto chiacchiere da bar. E ad Abu Dhabi di che avete parlato? abbiamo parlato della partita e di quello che stava succedendo”.