Fair Play Finanziario: l’Inter sarà sanzionata. Milan e Napoli in positivo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2014 13:57 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2014 13:58
Fair Play Finanziario: l'Inter sarà sanzionata. Milan e Napoli in positivo

Thohir e Moratti (LaPresse)

ROMA – Sport Mediaset, insieme a Paolo Ciabattini, autore del libro “Vincere con il Fair Play Finanziario“, ha fatto il punto sulla situazione dei club italiani alle prese con il Fair Play Finanziario.

Ricordiamo le due regole principali del FPF: i costi non devono superare la massima deviazione consentita rispetto al pareggio di bilancio (45 milioni nel primo periodo di monitoraggio, circa 30 milioni nel trienno a partire dal 2018/19) e i debiti devono essere pagati puntualmente.

La Juventus in riferimento al primo periodo di monitoraggio ha totalizzato una perdita aggregata prima delle imposte pari a 56 milioni di euro. Ci troviamo quindi leggermente al di sopra della massima deviazione consentita rispetto al pareggio di bilancio che è di 45 milioni di euro. Alla perdita aggregata totale, vanno però tolti i costi e ricavi cosiddetti not relevant, che non vanno quindi considerati nel calcolo del risultato di bilancio ai fini del fair play finanziario. Inoltre la normativa consente di dedurre dalla perdita dell’esercizio relativo alla stagione 2012, il costo relativo agli stipendi di contratti ancora in essere firmati prima del 1 giugno 2010. Partendo dai (56) aggiungendo i proventi derivanti dal ripristino del valore della Library per 14,5 milioni avvenuto nel 2012 che non sono da considerare, ed eliminando i costi relativi alle infrastrutture, gli ammortamenti più gli interessi passivi legati al finanziamenti ricevuti per la costruzione dello stadio e i costi sostenuti per il settore giovanile, ma non quelli dei cartellini e dei procuratori, raggiungiamo una perdita aggregata al di sotto della massima soglia di 45 milioni di perdita. Per quanto riguarda il bilancio che si chiuderà a giugno 2014, che rientrerà nel secondo periodo di monitoraggio comprendente tre periodi che vanno dal 2012 al 2014, l’eliminazione dalla Champions e forse una parte dei 15 milioni circa di market pool guadagnati in più nel 2013 grazie all’eliminazione dell’Udinese ai turni preliminari, potrebbero essere compensati dalla vittoria in Europa League. In caso di vittoria, l’impatto negativo complessivo causato dalla precoce eliminazione dalla massima competizione europea potrebbe essere intorno ai 10 milioni che in parte verrebbero recuperati dalla partecipazione alla Supercoppa Europea in cui introiti però andrebbero considerati nel bilancio 2015. La perdita aggregata al netto dei costi non pertinenti relativi al secondo periodo di monitoraggio potrebbe aggirarsi intorno ai 55 milioni, quindi leggermente al di sopra della deviazione prevista di 45. C’è ancora qualche cosa da limare.

La Roma si presenta con una perdita aggregata pari a 92 milioni di euro, ben oltre la massima deviazione consentita. Deducendo però gli stipendi (35) milioni circa e parte dei costi relativi al settore giovanile, si avvicina di molto alla massima deviazione consentita. Il fatto di non partecipare alle competizioni europee della stagione in corso, permetterà però alla Roma di evitare i controlli e quindi le sanzioni relative al primo periodo di monitoraggio. Migliore sarà il bilancio 2014 che dovrebbe chiudere vicino al pareggio confermando la perdita aggregata di 60 milioni circa sui tre anni, ma con un trend in netto miglioramento. Prevedo una sanzione molto leggera in riferimento al secondo periodo di monitoraggio. Il capitale netto è negativo. Questo potrebbe significare un’ulteriore sanzione.

I cugini della Lazio, non avranno alcun problema in quanto la perdita aggregata del primo periodo di monitoraggio sarà pari a 12 milioni e quindi assolutamente all’interno della massima deviazione consentita. Il bilancio 2014, grazie alla cessione di Hernanes, ed alla conseguente plusvalenza generata, tornerà ad essere in utile. L’unico problema adesso è quello di qualificarsi per una competizione europea.

Il Milan, con l’esercizio 2013, ha probabilmente completato la sua rincorsa verso l’utile di bilancio. Il costo del personale è stato ulteriormente ridotto grazie anche all’impatto sui 12 mesi delle cessioni di Ibra e Thiago Silva e ha raggiunto i 157milioni di euro con una riduzione del 24% rispetto a 2 anni prima. Gli ammortamenti evidenziano un netto miglioramento passando da 57 a 24 milioni come logica conseguenza della politica della società molto orientata alla ricerca di giocatori a parametro zero. In riferimento al primo periodo di monitoraggio il Milan evidenzierà un utile senza dover ricorrere alla clausola degli stipendi.

Completamente differente è la situazione dell’Inter che nell’ultimo anno della gestione Moratti ha totalizzato una perdita pari a 79,8 milioni di euro che sommata a quella dell’esercizio 2012, porta il totale della perdita aggregata del primo periodo di monitoraggio a 157 milioni di euro. Avvalendosi della clausola che permette ai club di dedurre dalla perdita del 2012, il costo degli stipendi dei contratti firmati prima del 1 giugno 2010 e i costi non pertinenti, si arriva ad una perdita aggregata di circa 67 milioni, leggermente al di sopra dei 45 milioni di euro consentiti. In realtà considerando che la perdita del 2013 è leggermente più alta di quella della stagione precedente, sulla carta l’Inter non potrebbe nemmeno avvalersi della clausola degli stipendi ma, sono sicuro che Thohir saprà dimostrare al Body competente che una serie di azioni sono state messe in atto al fine di riportare i costi all’interno delle risorse generate. In definitiva, la sanzione sarà sicuramente lieve. In realtà l’Inter essendo fuori dalle competizioni europee, è al momento fuori dalla lente d’ingrandimento della UEFA. Se dovesse però qualificarsi quest’anno per partecipare ad una competizione dell’anno prossimo, non verrebbe sanzionato a giugno come i club che già si erano qualificati quest’anno, ma verrebbe valutato nei mesi successivi, durante la competizione stessa . Lo stesso vale ad esempio per il Monaco. Ben peggiore sarà invece la situazione rispetto al secondo periodo di monitoraggio che comprenderà anche le perdite relative alla stagione che si concluderà al 30 giugno 2014 che potrebbero essere intorno ai 70 milioni di euro. In questo caso la perdita aggregata potrebbe essere vicina ai 150 mill. di euro, quindi il triplo della massima deviazione di 45 mill. Si rischierebbe una o un mix delle seguenti sanzioni: blocco o cancellazione dei premi provenienti da competizioni UEFA, blocco del mercato calciatori riguardo competizioni UEFA, limitazione del numero di giocatori che il club può registrare per la partecipazione a competizioni della UEFA.

Il Napoli con il bilancio 2013 ottiene il record di sei stagioni consecutive in utile. In quest’ultima stagione ha saputo sopperire alla mancanza dei ricavi provenienti dalla partecipazione alla Champions con la plusvalenza generata dalla cessione di Lavezzi. L’utile aggregato in riferimento al primo periodo di monitoraggio è pari a 40 milioni di euro. Nessun problema neanche per quanto riguarda il secondo periodo di monitoraggio in quanto anche l’esercizio in corso, chiuderà in utile grazie alla plusvalenza generata dalla cessione di Cavani e ai 30 milioni di utili circa derivanti dalla Champions seppur caratterizzata da una prematura e immeritata eliminazione nella fase a gironi. Il bilancio 2014 farà registrare un netto aumento del costo della rosa in conseguenza dei numerosi acquisti effettuati in estate. Ai fini di confermare anche nei prossimi esercizi l’utile, diventerà decisiva la partecipazione alla Champions o in alternativa le plusvalenze derivanti dalla cessione calciatori. L’ulteriore crescita del Napoli, dipenderà anche dalla capacita del club di dotarsi di infrastrutture proprie così da aumentare e diversificare i ricavi che attualmente dipendono moltissimo dai diritti TV.