Fifa, scandalo cresce. Due banche inglesi: “Noi forse usate per pagare mazzette”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Maggio 2015 15:07 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2015 15:07
Fifa, scandalo cresce. Due banche inglesi: "Noi forse usate per pagare mazzette"

Sepp Blatter (foto Ansa)

LONDRA – Continua ad allargarsi l‘inchiesta sulla corruzione in Fifa che ha già portato all’arresto di 7 dirigenti, compresi due vicepresidenti, della federazione. Due banche britanniche hanno avviato un’inchiesta interna per capire se sono state sfruttate per pagare tangenti della Fifa. A scriverlo è la Bbc online, secondo cui le due banche potrebbero essere Barclays and Standard Chartered, oltre a HSBC, citate dall’inchiesta dell’Fbi. Le due banche, contattate dall’emittente, non hanno rilasciato commenti.

Intanto negli Usa l’inchiesta va avanti e cresce l’attesa per eventuali, ma assai probabili, nuove incriminazioni. All’inizio erano le tasse. Quelle non pagate dall’alto dirigente del calcio Usa Chuck Blazer, e cosi’ l’Irs, l’agenzia del fisco americana, ha aperto nel 2011 una indagine. Ma presto l’inchiesta si è allargata e, come in un effetto domino, ha portato al terremoto nei vertici del calcio mondiale, e all’incriminazione di 14 alti dirigenti della Fifa. E ora sta andando avanti: “sono ragionevolmente sicuro che ci sarà un altro giro di incriminazioni”. Parola di Richard Weber, capo dell’Irs.

La vita di Blazer, tra appartamenti di lusso a Manhattan e ville alle Bahamas, non poteva non attirare l’attenzione del fisco, ma la svolta si e’ avuta quando l’agenzia ha saputo di una indagine dell’Fbi a New York su un caso di crimine organizzato russo. Le due agenzie si sono scambiate informazioni e hanno capito, scrive il New York Times, che indagavano sulle stesse persone. E’ cosi’, la vicenda si e’ allargata, e’ arrivata a coinvolgere polizie, agenzie e diplomatici di 33 Paesi. Nel corso delle indagini “una cosa ha portato ad un’altra, che poi ha portato ad un’altra ancora e ad un’altra”, ha detto Weber, aggiungendo che non c’e’ mai stata una decisione di indagare il calcio, “noi volevamo perseguire la corruzione”.

“Il caso è iniziato come una questione di tasse contro Blazer”, ha detto ancora, precisando che ora “il nostro coinvolgimento non riguarda piu’ solo l’aspetto delle tasse”, perché “quando veniamo coinvolti in un caso di corruzione internazionale come questo, noi utilizziamo il nostro expertise finanziario per seguire i soldi”. Blazer ha poi accettato di cooperare con gli inquirenti, e di indossare un microfono per registrare di nascosto conversazioni con alti dirigenti della Fifa. Così, gli investigatori sono riusciti a documentare oltre 150 milioni di dollari di tangenti, per i quali sono state utilizzate anche delle banche americane. E questo è un elemento fondamentale, che ha consentito alla giustizia Usa di portare le accuse davanti ai suoi tribunali. Quando le incriminazioni erano infine pronte, era necessario capire il miglior modo per eseguire gli arresti. L’occasione l’ha fornita la riunione della fifa a Zurigo. “Logisticamente” era la migliore, ha detto un inquirente al Nyt, mentre le autorita’ federali Usa hanno precisato che i tempi non avevano nulla a che fare con le elezioni per la presidenza Fifa. Ma di certo la cosa non finisce qui. Weber, ovviamente, non vuole rivelare le prossime mosse degli investigatori, ma comunque, precisa, “crediamo fortemente che ci siano altre persone ed entita’ coinvolte in azioni criminali”.