Di Francisca, Errigo, Vezzali: la perfezione esiste. Fioretto, podio azzurro

di Emiliano Condò
Pubblicato il 29 luglio 2012 0:07 | Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2012 1:30
Elisa di Francisca_lap

Elisa Di Francisca (LaPresse)

LONDRA – La giornata perfetta. La prima delle Olimpiadi di Londra. Quella in cui accade qualcosa che non era mai successo prima, almeno nel fioretto, che pure da sempre, come la scherma tutta,  è una delle specialità  che più gonfiano  il medagliere azzurro. Il fioretto individuale femminile si chiude con un podio tutto italiano e la notizia è che per la prima volta nel millennio sul gradino più alto non c’è Valentina Vezzali: la tre volte campionessa deve accontentarsi del bronzo e vede sfumare il sogno di essere la prima azzurra a mettere in bacheca 4 ori individuali in 4 Giochi.

Al suo posto, sul gradino più alto, c’è Elisa Di Francisca, 30 anni di Jesi, alla sua prima olimpiade. Buona, buonissima la prima. E pensare che il cammino della Di Francisca, numero 3 delle classifiche mondiali, è stato tutt’altro che facile. La Di Francisca rischia di uscire a ogni assalto: sembra quasi fuori negli ottavi, quando va sotto 8-3 con una tedesca prima di rimontare e annientare l’avversaria. Stesso copione in semifinale, quando davanti a lei c’è la cinese Hyun Hee Nam, numero 2 del mondo. Quando mancavano 58 secondi al termine dell’assalto di semifinale e la jesina soccombeva 9-5. Poi il miracolo, frutto di tecnica e tenuta nervosa fuori dal comune.

La finale tutta italiana contro Arianna Errigo (che in semifinale aveva eliminato la Vezzali) non fa eccezione: Di Francisco insegue per tutto l’assalto, mette a segno tre stoccate in pochi secondi che le regalano il pari 11-11 e quindi l’overtime. E a quel punto arriva il colpo finale, quello che, a distanza di due anni, conferma le gerarchie degli ultimi mondiali nello stesso identico ordine: De Francisca-Errigo-Vezzali. Soprattutto conferma che il fioretto femminile è cosa nostra, e non ci sono avversarie. Come biglietto da visita per la gara di fioretto a squadre (in programma il 2 agosto) non c’è male.

Come non c’è male per quanto riguarda il primo giorno di medaglie azzurre. Oltre alle tre del fioretto arriva anche un oro dal tiro con l’arco a squadre, e un argento dalla carabina con Luca Tesconi. In totale fanno cinque dopo una sola giornata di gare. Mai successo, come mai successo di vedere l’Italia seconda nel medagliere dietro alla Cina a fine giornata. Non durerà, ma è una bella soddisfazione. E quota 25, quella indicata dal Coni come obiettivo, ora è più vicina. Aspettando, già domenica, Federica Pellegrini.

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