Flop calcio, l’Italia del pallone perde i pezzi: club storici rischiano la non iscrizione ai campionati

Pubblicato il 16 luglio 2010 13:30 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2010 13:30

Il problema sono sempre i soldi. Quelli che non ci sono, ovviamente. Per iscriversi al campionato ma anche per ristrutturare stadi inadeguati, per pagare gli stipendi ai giocatori, per fare le trasferte. Poi tanta negligenza, con documenti compilati male o fuori tempo massimo. Per non parlare di fidejussioni che lasciano più di qualche dubbio.

Il mondo del pallone nostrano perde i pezzi, a tutte le latitudini. Spariscono dalla geografia del pallone società storiche, fallite per gestioni approssimative o per problemi economici.

Soprattutto in Lega Pro, quella che qualche anno fa corrispondeva alla serie C1 e C2. Un problema antico, che solamente poche stagioni fa costò il professionismo alla Fiorentina di Cecchi Gori.

Oggi il Consiglio federale segnerà un primato mai visto perché, alla fine, potrebbero essere più di venti i club estromessi dai rispettivi campionati.

Rischia grosso soprattutto la Sardegna. La Covisoc, infatti, ha bocciato tutte e tre le squadre sarde che hanno presentato l’iscrizione al campionato di Seconda Divisione (l’ex C2): Alghero, Olbia e Villacidrese. Oltre al Cagliari, dunque, la Sardegna rischia di non avere altre rappresentanti nel calcio professionistico.

La ”mazzata” è arrivata nei giorni scorsi. Complessivamente, tra serie B e Lega Pro, sono 27 le squadre che non sono state ammesse alla prossima stagione. Tra le societa’ sarde, le posizioni più gravi sono quelle di Alghero e Villacidrese (che ha problemi anche con lo stadio), mentre per l’Olbia la fideiussione è stata ritenuta non idonea. Ora comincia la corsa contro il tempo. Entro sabato vanno presentati i ricorsi, poi bisognerà attendere il parere della Federcalcio.

Trema la Sardegna ma brucia tutta Italia. Rimini, Mantova e Perugia spariscono perché nessuno si è fatto avanti. Sorte simile potrebbe toccare a Gallipoli, Monopoli, Scafatese, Pescina e Itala San Marco, che non sono nemmeno riuscite a presentare la documentazione per l’iscrizione.

Ma ci sono anche Arezzo, Alghero, Olbia, Legnano, Manfredonia, Cassino, Potenza, Pro Vasto e Marcianise. E la lista non è finita, nel pomeriggio potrebbe allungarsi ancora.